Una tradizione educativa che dura da più di 150 anni.

 

[onedrivefile id=”file.940baacdbb9b5050.940BAACDBB9B5050!202″]

 

Dalla cordiale e aperta collaborazione tra genitori, docenti, alunni, ex alunni è maturata la presente riflessione sul P.E.I., ritenuto pur sempre più un fatto di vita che di pagina scritta. Esso vuol presentare la nostra scuola quale essa intende qualificarsi sempre più in questo tempo, in cui a tutta la scuola italiana si impone la necessità di un serio rinnovamento per rispondere alle esigenze della società al cui servizio essa si pone.

La fisionomia che si intende dare al nostro Istituto è quella tratteggiata dal Santo Padre Paolo VI in un suo invito a “rendere le istituzioni cattoliche sempre più formative dell’uomo, di un uomo libero e responsabile, capace di vivere al di dentro di sé sino al dialogo intimo con Dio, capace di esistere in mezzo al mondo fino ad impegnarsi per i valori che costruiscono, sempre ed ovunque, la persona, la famiglia, la città, la comunità internazionale”.

Si vuole così dichiarare apertamente che questo Istituto si  pone nella società come espressione della Chiesa, come strumento della sua azione educativa, quale momento del suo servizio pastorale agli uomini del nostro tempo.

La Scuola è un organo vivo e, come tale, segue le leggi della vita in continua evoluzione, per mantenersi al passo con l’oggi e rispondere con saggezza e lealtà ai reali bisogni del tempo.

Il nostro Istituto, di ispirazione cattolica, intende rispondere ai bisogni di quelle famiglie che si preoccupano, oltre che della preparazione culturale, anche della formazione umana e cristiana dei figli, in armonia con la propria esperienza e concezione di vita. La scuola si impegna a dare tale sicurezza alle famiglie per sostenerle e affiancarle nel loro ruolo educativo.

I figli sono dunque affidati a questa Scuola per una valida istruzione e per una sana educazione umana e religiosa, senza manipolazioni, nel rispetto della loro personalità in divenire.

La nostra scuola è ben lungi dall’assumere posizioni ideologiche, nelle sue risposte ai grandi problemi della vita, perchè li àncora al Vangelo e al trascendente, senza indulgere troppo alle mode; è aperta a tutti senza discriminazioni, a misura delle proprie strutture e dei bisogni dei tempi. Tra i vari umanesimi si fa cogliere quello cristiano, in cui Vangelo e cultura si saldano insieme. Fede e cultura insieme fanno civiltà.

Nel delicato campo dell’educazione si scommette su tempi lunghi. La fretta è nemica del bene. Ogni pedagogia degna di questo nome è basata sull’amore, che implica stima e quindi conoscenza e benevolenza reciproche. L’istruzione diventa così personalizzata, dialogica, propositiva, scandita sulla capacità di apprendere del discente che può sempre ricorrere al suo insegnante, maestro in cattedra, compagno nella vita. Così l’educazione diventa frutto di rapporti comunitari intersoggettivi, in cui “sapere” diventa “sapere essere” per “saper fare”.

 Per questo la nostra Scuola, come tutta la Scuola Cattolica, rifiuta un ruolo di supplenza verso chiunque, consapevole della propria originale ed irrinunciabile identità. Questo diritto di libertà nella società italiana di oggi è riconosciuto solo in parte e pertanto la possibilità di realizzare il nostro progetto educativo è garantita alle famiglie a condizione che esse  si facciano carico della spesa di un servizio che lo Stato riconosce come pubblico ma di cui non considera l’onere economico. Ciò costituisce una grave discriminazione dal momento che le famiglie che scelgono la scuola non statale pagano comunque, all’interno delle tasse, il servizio scolastico statale di cui non si avvalgono. Per questo è importante che i docenti, i genitori e gli studenti  siano sempre più sensibili e impegnati nel sostenere il dibattito culturale della scuola non statale e le iniziative rivolte al riconoscimento dei loro diritti di scelta.