Il
Piano dell’Offerta Formativa è stato redatto dal Collegio dei Docenti con
l’apporto costruttivo delle famiglie secondo criteri di coerenza progettuale
volti a sviluppare un disegno curricolare e organizzativo unitario e stabile,
in una visione integrata e organica (D.M.179/99;Dir.180/99), a
partire dalle esperienze già realizzate, tenendo conto degli indicatori
e delle finalità riportati dalla C.M.194/99, allo scopo di rendere
pubbliche le identità, le responsabilità e le specificità educative e formative
della nostra scuola.
Il forte coinvolgimento e la
significativa responsabilità di tutte le componenti scolastiche ha
dimostrato ulteriormente le potenzialità della nostra scuola nell’ambito dell’autonomia
e della qualità del servizio scolastico, cosa che peraltro nella
tradizione degli Istituti “S. Maria ad Nives” è già da tempo ampiamente diffusa
nell’ottica della libertà di educazione.
Approvato
dal Consiglio di Istituto, il P.O.F. entra in vigore nell’a.s. 2000-2001,
viene aggiornato ogni anno e viene consegnato allo studente al momento
dell’iscrizione in copia-estratto che resta appeso nella bacheca riservata alle
comunicazioni per le famiglie, mentre la copia completa è a disposizione in
Segreteria.
1.1 Le tappe
della storia della Scuola ed il suo volto attuale
L'istituto "S. Maria ad
Nives", situato in Genova Pegli, sorse nel 1924 su precisa richiesta della
popolazione pegliese desiderosa di una scuola superiore che completasse gli
studi elementari, allora inesistente nel ponente cittadino. Tale desiderio
incontrò la piena comprensione della Superiora generale delle "Figlie di
N. S. della Neve" Madre Caterina Roveta già maestra e direttrice didattica
della Scuola Comunale di Pegli. Per suo volere si aprì un Istituto che offriva
i corsi ginnasiali e magistrali richiesti, ottenendo nel
A seguito della legge
10.03.2000 riguardante la parità scolastica l'Istituto ha chiesto e ottenuto lo
status di scuola paritaria (D.M.
28.02.2001) e il riconoscimento dato - almeno in via di principio - al valore
pubblico del servizio educativo
prestato.
La nostra scuola si propone
di fornire una preparazione completa
finalizzata prevalentemente alla scoperta delle proprie potenzialità e delle
reali capacità personali, in stretta
collaborazione con la famiglia e attraverso l'opera di personale qualificato.
Un sostegno effettivo è offerto agli allievi in difficoltà attraverso
interventi mirati di sostegno e programmi individualizzati. Nella didattica si
privilegia il rapporto personale e il confronto concreto con il reale nei suoi
diversi aspetti. L'attenzione ai nuovi bisogni espressi dalle famiglie e dalle
giovani generazioni ha portato a ponderate innovazioni
didattiche e all'introduzione di attività complementari e integrative.
Il nostro corpo docente è composto da professori religiosi e laici forniti di
titoli idonei ed abilitati. Uniti da un ideale educativo condiviso, i docenti
sono abituati al lavoro collegiale, nel quale viene riservata particolare
attenzione a quanto promuova una completa educazione dell'allievo. L’intero corpo docente gode di una buona stabilità ed è composto da elementi di provata esperienza che si dedicano con
entusiasmo e sicura capacità alla
formazione globale dei giovani, sulla base della sana pedagogia e con
attenzione alle problematiche giovanili del nostro tempo.
Gli alunni delle classi
successive alla prima provengono in prevalenza dalla classe
precedente della scuola stessa o da non promozione quali alunni interni nel
decorso anno scolastico.
1.2 La
presenza sul territorio e le attese dell’ambiente esterno
Quanto al ruolo della scuola nel
territorio è necessario rilevare che
il nostro Istituto è l’unico nel Distretto n°8 ad offrire all’utenza
l’opportunità di una Scuola Secondaria di I grado cattolica ed ha un bacino
di utenza piuttosto vasto, esteso da Arenzano fino a Sampierdarena: ciò
conferma la sempre rinnovata richiesta da parte di quelle famiglie - per lo più
appartenenti al ceto medio - interessate
al nostro Progetto Educativo e ad una preparazione il più possibile completa
dal punto di vista umano e scolastico, che adempia alla funzione eminentemente
orientativa della scuola dell’obbligo - volta a favorire nell’alunno la
scoperta delle proprie peculiari attitudini - ed alla formazione di una cultura
di base capace di aprire la via al proseguimento degli studi nella media di
secondo grado. La risposta sempre
positiva delle famiglie è attestata ogni anno dal numero delle iscrizioni.
Il contesto sociale di provenienza degli alunni è piuttosto
diversificato e comprende sia il ceto operaio che quello impiegatizio ed
imprenditoriale. Il contesto culturale
appare unificato nell’ultimo trentennio
dalla tendenza all’innalzamento del titolo di studio, fenomeno strettamente
connesso all’evoluzione in atto sul mercato del lavoro. Ciò comporta esigenze
maggiori avanzate dalle famiglie ed una responsabilità sempre più grande da
parte della scuola ad elevare i livelli di qualità ed efficacia delle attività
formative, in coerenza con i processi innovativi in atto nel sistema scolastico
nazionale
Il contesto economico risente della tendenza alla recessione che in
questo periodo interessa la città di Genova, zona territoriale socio-economica
depressa attualmente sottoposta ad un
processo di deindustrializzazione con conseguente innalzamento del tasso di
disoccupazione. Di qui la necessità sempre più urgente di ottimizzare quanto più possibile i livelli
di spesa usufruendo anche dei finanziamenti statali al fine di contenere
l’aggravio economico delle famiglie che
scelgono la scuola cattolica. In questo senso la nostra scuola ha già
attivato da tempo interventi volti
ad agevolare le famiglie in difficoltà -
e quelle che dopo aver scelto la scuola cattolica si trovano in difficoltà per
una prosecuzione degli studi -
attraverso l’assegnazione di borse di studio e la riduzione delle rette
scolastiche, anche se ciò diventa sempre meno praticabile data la
diminuzione del numero delle insegnanti religiose che prestano il loro servizio
a titolo gratuito.
1.3
Fonte di ispirazione della
Carta dei Servizi della nostra Scuola è la tradizione culturale ed educativa
della scuola Cattolica che ha attuato nel tempo quanto stabilito negli artt. 3,
33, 34 della Costituzione Italiana. Per la stesura ci si è attenuti a quanto
indicato dal D.P.C.M. del 7.6.95, Il testo integrarle è riportato nell’allegato 1.
Il Regolamento di Istituto,
elaborato ed approvato dal Consiglio di Istituto, stabilisce le norme interne
per il funzionamento della scuola. Ne viene consegnata una copia-estratto ad
ogni studente. Il testo integrale è riportato nell’allegato 2.
1.4 Rapporto con la comunità locale e Reti di scuole
Annualmente si svolgono inoltre attività collegate sul territorio con
L.E.T., Parrocchie, biblioteche, cooperative, centri sportivi, centri
culturali, servizi sociali, esperti esterni, compagnie teatrali ecc. con i
quali condividere i compiti e gli
obiettivi della Scuola.
Ai
sensi dell’art. 7 del D.P.R. n.275 dell’8.8.99 sono stati istituiti due accordi di rete di scuole denominati “Scuole autonome all’opera”
uno tra la scuola media inferiore e la Scuola
Secondaria di I grado superiore dell’Istituto e le scuole sotto riportate (1) e
l’altro tra la Scuola Secondaria di I
grado inferiore e le scuole elementari della Congregazione (2).
Tali accordi di rete e la collaborazione con le scuole
statali del territorio si pongono l’obiettivo di cooperare per il miglioramento del servizio formativo da offrire alle
famiglie per i loro figli, in conformità
agli ordinamenti previsti dalle norme vigenti per i rispettivi gradi di
istruzione.
Tra le scuole in rete è istituito un centro di
documentazione telematico al fine di favorire la ricerca didattica e lo scambio
permanente di documentazione sullo
sviluppo dei progetti di autonomia didattica ed organizzativa. Si procede
inoltre annualmente con riunioni di dirigenti ed amministratori delle scuole
medesime alla verifica e valutazione
dell’andamento dei progetti attivati per miglioramenti qualitativi nella prosecuzione.
La rete e le forme di collaborazione

2.1 La Scuola
Secondaria di I grado: finalità
La Scuola Secondaria di I grado mira allo sviluppo della
personalità dell’alunno in tutti i suoi aspetti, attraverso l’acquisizione di
una propria identità e capacità decisionale, sulla base di una cultura conforme
al primo grado dell’istruzione secondaria (cfr Allegato ). Ha la caratteristica di adeguarsi alla condizione
dell’alunno interagendo con la famiglia e le comunità territoriali, valendosi
della professionalità di tutti i docenti.
La
programmazione assicura il rispetto delle libertà di insegnamento dei docenti e
garantisce la formazione dell'alunno, facilitandone le potenzialità evolutive e
contribuendo allo sviluppo armonico della personalità, nel rispetto degli
obiettivi formativi nazionali e comunitari, generali e specifici, recepiti nei
piani di studio.
2.2 La fedeltà all’identità educativa originaria: l’educazione integrale della persona ed il contratto formativo
Come scuola cattolica,
l'Istituto "S. Maria ad Nives" ha sempre seguito una pedagogia tesa a
indurre
l'alunno ad un positivo
affronto della vita in tutti i suoi aspetti, attraverso:
·
la proposta dell'ideale cristiano verificato nel concreto del rapporto
educativo e con l’esempio dei docenti, che si concepiscono come educatori;
·
la valorizzazione del ruolo formativo di tutte le discipline, nelle
quali sono richieste la competenza da parte dei docenti e lo studio serio da
parte degli allievi;
·
il dialogo e l'incontro tra fede e cultura come esito di una attenta
stima della ragione.
“Educare è introdurre nella
realtà”: questa l’esperienza che la scuola si propone di attuare e che possiamo
denominare “realismo pedagogico”. Affinché ciò risulti possibile occorre
possedere un’ipotesi esplicativa del reale, cioè una visione del mondo che
educhi alla certezza che c’è un
significato preciso nelle cose, che i problemi sono fatti per essere risolti,
che esiste una verità da scoprire. Occorrono, quindi, adulti che abbiano fatta
propria questa ipotesi.
La fedeltà
all’identità educativa originaria è alla base del contratto formativo che si
stabilisce, in particolare, tra il docente e l’allievo, ma coinvolge l’intero
Consiglio di classe e la classe, gli organi dell’Istituto, i genitori, che lo sottoscrivono al momento
dell’iscrizione.
2.3 Lo stile dei rapporti, l’unità educativa tra i
formatori , l’aggiornamento
Per questo motivo la Scuola Secondaria di I grado "S. Maria ad Nives" adotta e promuove una metodologia fondata sulla combinazione tra insegnamento ed educazione, affidata alla persona del docente e all'unità che esso vive con i colleghi, nella quale occupa un posto di primo piano il rapporto educativo docente - alunno. La strategia della lezione è perciò fondata sull'incontro amichevole tra discepolo e maestro e sul rispetto non formale delle persone, in cui anche la disciplina è richiesta come condizione del rapporto personale.
La scuola è responsabile della qualità
delle attività della ricerca educativa e
didattica, utilizzando strategie di insegnamento sempre nuove e tali da
poter essere soggette a revisioni e critiche tenuto conto degli aspetti psico –
sociologici, culturali, didattici, istituzionali, ambientali.
La scuola si fa carico di iniziative di formazione e
aggiornamento per i docenti (una delle priorità indicate dalla Dir. 180/99), utili ad interpretare una
realtà sempre diversa e sempre mutevole. Tali iniziative sono inserite nella
dinamicità e flessibilità del curriculum e servono per far chiarezza nelle
scelte che ogni consiglio di classe
decide di operare.
2.4 Le fasi di sviluppo della proposta:
progettazione, mete, metodi
I criteri della
programmazione vengono scelti in base ad un’esperienza formativa e
professionale maturata negli anni; è la fedeltà
al carisma educativo dell’Istituto che garantisce efficacia e sempre nuova
freschezza all’azione degli insegnanti. Al centro del progetto educativo è la persona, che negli anni dell’esperienza
scolastica può iniziare a maturare una visione della realtà aperta, critica e
autenticamente umana. La finalità educativa prioritaria è il raggiungimento di
questa dimensione vitale, aperta al respiro della cultura contemporanea e
saldamente ancorata ai valori della tradizione storica.
Per garantire questo, è di
fondamentale importanza l’unità d’azione e d’intenti del corpo docente. Tra gli
insegnanti si è instaurato da tempo un rapporto di fiducia e di collaborazione,
che imprime uno stile particolare al modo di “fare scuola”: si crea così un
rapporto nuovo con gli alunni e con le famiglie, basato sul dialogo e sulla
partecipazione.
La metodologia educativa
della nostra scuola si traduce in alcune indicazioni principali:
·
Il rapporto educativo è costruito quotidianamente dall'insegnante in un
paziente lavoro attento sia alla crescita culturale che umana dell'allievo,
nella condivisione con i colleghi e nella corresponsabilità dei genitori.
·
Gli insegnanti verificano abitualmente questo lavoro per ogni allievo
nel frequentarsi quotidiano e nei consigli di classe.
·
In tutte le occasioni di incontro con i genitori vengono privilegiate
le comunicazioni reciproche riguardanti la formazione della personalità degli
allievi e viene seriamente ricercata la collaborazione scuola-famiglia per una
guida coordinata al loro cammino di crescita.
Il Collegio dei Docenti
elabora la programmazione educativa (v. delibere
contenute nei verbali depositati presso
2.5 Il rapporto tra scuola e vita: l’orientamento
La scuola si impegna a
promuovere un lavoro di orientamento
dalla prima alla terza classe (Dir.
487/97).
L’orientamento degli alunni verso sbocchi successivi viene considerato come un
elemento formativo di primaria importanza. Il collegamento tra la Scuola
Secondaria di I grado e le altre realtà scolastiche è promosso attraverso
iniziative che stimolino le famiglie e gli studenti a una riflessione
responsabile sul proprio futuro. In particolare esiste una lunga tradizione di
continuità con i Licei della Congregazione: oltre ad una comune visione
culturale, sono molto frequenti le interazioni tra i docenti delle diverse
scuole, fino ad arrivare alla costituzione di un Collegio Docenti comune alle
due realtà. (v. Appendice).
2.6 La prevenzione del disagio scolastico; la
continuità
In ogni consiglio di classe
si presta particolare attenzione al lavoro sia individuale che collegiale dei
docenti teso a intervenire su eventuali tensioni e disagi nel gruppo-classe ed
a favorire e sostenere dinamiche relazionali positive. La scuola si fa carico
di rimuovere gli ostacoli che compromettono il raggiungimento dei suoi fini
istituzionali formativi. Il disagio
dell’alunno, rilevabile nell’insuccesso scolastico, può essere dovuto sia a
difficoltà di apprendimento che a problemi relazionali. La scuola si attiva per
combattere il disagio, dare motivazioni nuove, offrire esperienze formative
efficaci e valorizzare i talenti, organizzando anche attività e progetti
mirati.
La scuola si impegna a
garantire la continuità educativa
individuando e attivando interventi da sviluppare nell’ambito di progetti
adeguati pensati in continuità con le altre scuole presenti sul territorio, in particolare
quelle gestite dalla Congregazione, per garantire
un percorso formativo unitario al
quale contribuisce con pari dignità educativa l’azione di ciascuna scuola,
nella dinamica degli specifici ruoli ed obiettivi, secondo una logica di
sviluppo organico e coerente (D.M.
16.11.1992). Tali progetti sono di
sprone per un proficuo confronto tra docenti, per la conoscenza dei programmi
reciproci, per la realizzazione di una maggior continuità tra le scuole, per un
più ampio coinvolgimento dei genitori nella progettazione di iniziative che
offrano a tutti gli ordini di scuole interessati la possibilità di partecipare
fattivamente in interazione con il territorio.
Al fine di realizzare il necessario raccordo pedagogico-curricolare ed
organizzativo fra le varie scuole, il Collegio dei Docenti
dalla nostra Scuola Secondaria di I grado ha elaborato piani di intervento per
promuovere la continuità e per garantire il raccordo tra le scuole e
con l’extra-scuola (C.M. 16.11.1992,
n.339) sulla base delle esigenze legate alla concreta situazione in cui
la scuola si trova ad operare e con
riferimento alle caratteristiche generali e specifiche dei soggetti. (si veda in proposito il progetto in appendice c)
2.7 La programmazione educativa
La scuola, di ispirazione cattolica, si pone sul territorio con un preciso progetto cristiano per la sua formazione integrale della persona intesa nella sua componente esistenziale e nella sua personalità.
Al centro dell'azione educativa sono i
pre-adolescenti in età tra gli 11 e i 13 anni con le aspirazioni e
problematiche relative legate all'età e alle rapide trasformazioni della
società in cui la perdita dei valori e l'incapacità di riferirsi a punti
stabili hanno creato una generalizzazione dei punti di riferimento ed un individualismo
in cui il soggetto non è più la persona, ma l'individuo-società.
Attualmente non si parla più di persona, ma di un
uomo scindibile e analizzabile nelle sue componenti: un insieme di elementi sezionabili; deriva da questo una frammentarietà per cui
l'uomo non si riconosce più come persona.
Di fronte all'attuale
situazione la scuola si interroga e, conscia dell'importanza della sua azione
essenzialmente formativa, formula una programmazione educativa che sia segno e
stimolo per un lavoro di formazione. I presupposti teorici per la formulazione
della programmazione si originano dal concetto tipicamente cristiano di PERSONA
che attribuisce all'uomo un "quid" di mistero superiore ai singoli
aspetti che lo compongono, e che fa di lui una creatura superiore ad ogni sfera
naturale, dotato di una scintilla "divina", sigillo del
Creatore, che lo rende capace di Dio.
Maturare
la coscienza di essere creatura umana come persona – intesa nel suo ESSERE, nel suo ESISTERE, nel suo
RELAZIONARSI - e personalità, inscritta
in un progetto di amore.
OBIETTIVI EDUCATIVI GENERALI :
a) prendere coscienza delle
esigenze fondamentali di ogni creatura umana: felicità, giustizia, libertà,
verità, bellezza, conoscenze…
b) scoprire che l'esistenza, per quanto dipendente
da mille fattori naturali, è determinata dall'essere sempre pensati, voluti,
e amati da Dio;
c) alla luce della relazione essenzialmente con Dio:
1. guidare a
conoscere la propria realtà di creatura con le proprie potenzialità e limiti
2. scoprire
"l'altro" come creatura in relazione
3.
3.1. La sperimentazione
dell’autonomia - Le iscrizioni e la formazione delle classi
Con l’entrata in
vigore della normativa riguardante l’autonomia la Scuola Secondaria di I grado
“S. Maria ad Nives” ha continuato a sviluppare la propria progettualità nel
rispetto della sua identità educativa, dimostrando
ulteriormente le potenzialità della scuola nell’ambito della “cultura dell’autonomia” (Dir.252/98), che peraltro nella
tradizione della nostra scuola era già ampiamente affermata nell’ottica della libertà di educazione.
La promozione di progetti diversificati e di iniziative complementari ed integrative (Dir.133/96) è volta a soddisfare le
esigenze formative degli alunni e delle loro famiglie. Spaziando dalla seconda
lingua straniera ai corsi di informatica, la scuola offre un sicuro
arricchimento culturale, applicando i criteri della flessibilità organizzativa e didattica in vista del successo formativo. Classi aperte,
moduli didattici, compresenze interdisciplinari, uso delle moderne tecnologie,
sono alcune strategie didattiche sfruttate nell’insegnamento delle diverse
discipline. Le attività integrative consentono inoltre di recuperare
nell'ambito del 20% previsto dal Regolamento dell'Autonomia i cinque minuti
giornalieri non previsti nell'orario
delle lezioni del mattino.
Le iscrizioni alle classi prime si aprono con l’inizio
del nuovo anno scolastico e vengono chiuse al momento del completamento dei
posti disponibili nelle due sezioni, anche dove ciò non dovesse coincidere con
il termine delle iscrizioni previsto dal Ministero. Solo in casi eccezionali è
prevista l’attivazione di una terza classe collaterale.
All’atto delle iscrizioni si
garantisce la possibilità di proseguire in continuità il percorso iniziato nel
grado precedente di studi agli alunni che provengono dalle Scuole Primarie
della Congregazione, pur nel rispetto dell’ordine di arrivo delle iscrizioni e dei
criteri legati alla didattica ed alla formazione di gruppi classe quanto più
possibile omogenei riguardo alle
valutazioni riportate in uscita dalla Scuola Primaria, il sesso degli allievi,
la presenza di alunni in difficoltà all’interno della classe.
A fronte di un numero cospicuo di iscritti provenienti dalla stessa classe di Scuola Primaria si procede – ove lo si ritenga opportuno – alla suddivisione in sottogruppi nelle diverse sezioni, tenendo conto per quanto possibile delle richieste delle famiglie (le richieste di stare con un compagno, possibilmente reciproche, saranno accolte per gruppi di almeno due allievi e comunque purché non contrastino con i punti precedenti) espresse in ordine di priorità.
3.2. Lo studente al centro dell'attenzione
Il Collegio Docenti rimanda
all’osservazione delle Indicazioni Ministeriali per quanto riguarda
l’individuazione degli obiettivi didattici che emergono da ogni disciplina
secondo una progressione di sviluppo che segua la crescita del ragazzo.
Al centro della
programmazione è necessario operare un nesso chiaro tra obiettivi educativi
generali e obiettivi didattici disciplinari, verificando contenuti e metodi
delle materie in riferimento alla preoccupazione educativa.
La programmazione didattica delinea il percorso formativo
della classe e viene definita in base alle caratteristiche della classe,
tenendo conto delle esigenze degli alunni e dei relativi ritmi di
apprendimento; l’attivazione di percorsi individualizzati è funzionale al
raggiungimento del successo formativo.
Durante
l’anno scolastico – che comprende il monte ore previsto dalla normativa vigente
- vengono perciò attivati momenti di integrazione, di recupero e di sostegno,
secondo le indicazioni degli insegnanti; particolare attenzione viene rivolta
anche al rinforzo motivazionale e all’impostazione di un metodo di studio
corretto, necessario soprattutto per il proseguimento degli studi.
3.3. La cultura
umanistico-scientifica ed i saperi di base
Nel
panorama delle attuali riforme scolastiche, la Scuola Secondaria di I grado “S.
Maria ad Nives” intende offrire un’ampia gamma non solo di “discipline”, quanto
di “saperi”. E’ ormai ampiamente riconosciuto il valore degli studi umanistici
e scientifici, specie quando sappiano interagire tra loro in un sapiente
equilibrio.
Gli aspetti peculiari della Legge n. 53/2003 e dei
relativi Decreti e Circolari attuative trovano corrispondenza nella tradizione
educativa della Scuola, che - come ampiamente documentano il Progetto Educativo
ed il POF - da sempre pone attenzione alla persona, al rapporto con le
famiglie, al costante contatto tra l’apprendimento ed il vissuto degli alunni,
insieme all’apertura alle nuove tecnologie ed a una preparazione al passo con i
tempi.
Le riforme di questo segmento di
Scuola non ci colgono impreparati ma
consapevoli dell’impegno richiesto alla professionalità di chi, insieme alle
famiglie, lavora nella Scuola per l’amore che porta al Destino dei ragazzi. La scuola secondaria di I grado è Scuola dell’educazione integrale della
persona e della relazione educativa, Scuola dell’identità, della motivazione e
del significato, Scuola orientativa, che colloca nel mondo, Scuola della
prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi. Il motto
dell’Istituto “S. Maria ad Nives” – “Saper
essere per saper fare” – trova in questo tutta la sua pienezza. In tale
direzione il Curriculum è uno degli
spazi privilegiati della collaborazione tra Scuola e Famiglia, nell’intento di
porre al primo posto l’unità del soggetto discente.
La nostra scuola ritiene, come del resto già
testimoniato dalla lunga tradizione del nostro Istituto, - attraverso le
proprie capacità, abilità, conoscenze, le persone e gli strumenti offerti - di poter individuare le seguenti priorità:
-
sarà cura
particolare della scuola che il ragazzo sviluppi in positivo la domanda sul
senso della vita e riconosca e apprezzi
il senso del bello. Sarà quindi in condizione di porsi le grandi domande sul
mondo, sulle cose, su di sé e sugli altri, sulla realtà, nel tentativo di
trovare un senso che dia loro unità e giustificazione;
-
tale meta è
raggiungibile nella misura in cui egli abbia acquisito la capacità di
riflettere su se stesso, gestendo il proprio processo di crescita anche
attraverso l’aiuto dell’adulto, affinché esprima un modo personale di essere , proponendolo
anche ad altri. Sarà così condotto a riconoscere i diversi aspetti della
propria persona, ad acquisire la consapevolezza della loro interdipendenza al
fine di raggiungere un equilibrio personale sano e propositivo per i progetti
del presente e del futuro anche alla luce delle indicazioni derivate dai grandi
valori spirituali che ispirano la convivenza civile;
-
il percorso compiuto lo condurrà ad
affrontare e risolvere i problemi che di volta in volta incontra, interagendo
con l’ambiente sociale e naturale al punto da influenzarlo (al punto da essere
incidente) in modo positivo. Sarà aiutato a riflettere con spirito critico sia
nelle affermazioni in genere, sia nelle considerazioni necessarie per prendere
una decisione al fine di condurlo anche ad una sempre maggiore disponibilità al
rapporto di collaborazione con gli altri, per contribuire alla costruzione di
una società più umana e responsabile.
L’educazione alla Convivenza civile non costituisce una disciplina e sé stante, ma si concretizza in un’offerta di attività educative e didattiche unitarie a cui concorrono i docenti del gruppo classe. La didattica laboratoriale diventa quindi una metodologia oltremodo opportuna per creare ambienti di apprendimento integrati all’interno dei quali le varie discipline si intrecciano con le “educazioni”.
Le attività
opzionali e l’importanza
attribuita all’insegnamento delle lingue
e dell’informatica (quest’ultima non considerata come materia aggiuntiva ma
come strumento da utilizzare all’interno delle attività educative e didattiche)
trovano posto all’interno di tutto ciò che
3.4 Il curricolo della
Scuola Secondaria di primo grado
La frequenza è dal lunedì al venerdì: le lezioni si svolgono con
orario 8.00/13.30 nei giorni rimanenti. Le materie e l’orario di
insegnamento sono quelli previsti dagli ordinamenti in vigore, con una
frequenza prevista di 30 ore settimanali, suddivise per le diverse materie
secondo la tabella seguente:
|
|
Classi I-II-III |
|
religione |
1 |
|
italiano |
6 |
|
storia-geografia |
4 |
|
matematica-scienze |
6 |
|
tecnologia |
2 |
|
inglese |
3 |
|
francese |
2 |
|
arte e immagine |
2 |
|
musica |
2 |
|
corpo movimento e sport |
2 |
|
totale ore settimanali |
30 |
Il Collegio dei
Docenti assegna all’inizio di ogni anno in particolare agli insegnanti di
tecnologia e matematica il compito di svolgere almeno 8 ore dedicata specificatamente
al laboratorio di informatica anche ai fini della valutazione nello scrutinio
finale.
3.5 Il piano di lavoro
annuale
Ogni anno i Consigli di classe fissano gli obiettivi ed
il metodo nel rispetto delle finalità tipiche di ogni disciplina, riflettendo
sul modo in cui ciascuna di esse concorre alla formazione della persona. Le
spiegazioni sono assidue e le frequenti verifiche sono finalizzate ad accertare
non solo il profitto, ma anche la resa personale nella disciplina studiata. I
riferimenti interdisciplinari sono finalizzati a far percepire e acquisire
all’alunno l’unità del sapere. Lo sforzo di applicazione è proposto con
decisione, ma senza rigidità, ed è quasi sempre sostenuto dalla soddisfazione
affettiva offerta dal contesto ambientale. La cultura viene consolidata
attraverso l’apprendimento di un metodo
che offra allo studente la capacità di interagire positivamente con la
complessità che lo circonda.
Le innovazioni
metodologiche e didattiche comprendono anche attività di tipo laboratoriale e sono volte a migliorare le modalità dell’apprendimento e dell’insegnamento;
comprendono tra l’altro:
·
corsi di sostegno e recupero;
·
insegnamento interdisciplinare del metodo di studio;
·
introduzione graduale delle metodologie informatiche e multimediale;
·
un corso di potenziamento logico-linguistico: insegnamento
del latino a partire dalla classe seconda nell'ambito dell'insegnamento della
grammatica italiana;
·
differenziazione dei programmi e/o consulenza psicologica nei casi di
disagio grave, con il coinvolgimento della famiglia.
·
occasioni studiate per proporre
all'alunno alcuni segni culturali, espressivi, solidaristici anche in rapporto
con gli Enti e le Associazioni culturali sul territorio come esemplificazione
dei contenuti insegnati, in modo che li riconosca nell'esperienza e li viva da
protagonista.
Il piano di lavoro annuale è illustrato ogni anno da
parte dei docenti ai genitori delle classi ed è sottoposto
sistematicamente a momenti di verifica e di valutazione dei risultati al fine
di adeguare l’azione didattica alle esigenze che emergono in itinere. Copia del
piano di lavoro è depositata presso
3.6 Le materie ed i criteri
di scelta dei contenuti - le attività
facoltative/opzionali
I
contenuti disciplinari fanno riferimento alle Nuove Indicazioni Nazionali: le
scelte all’interno dei contenuti trovano la loro giustificazione culturale e
didattica sulla base della tradizione cristiana e scolastica italiana.
Nell'ottica di una formazione integrale della persona
trova la propria collocazione lo specifico delle varie discipline: attraverso
lo studio infatti i ragazzi sono condotti a stare di fronte a se stessi e alla realtà che li circonda con un
atteggiamento di stupore e di domanda, per riconoscere nella positività e nella
bellezza del Creato i segni della presenza di Dio nel mondo.
All’atto dell’iscrizione le famiglie sono tenute ad
indicare la scelta effettuata tra le attività facoltative/opzionali che
1. studio pomeridiano
2. attività sportiva (e settimana bianca)
3. laboratorio di informatica
4. laboratorio di lingue
5. laboratorio di arte, recitazione e canto
Le attività facoltative/opzionali (da una a quattro o più ore settimanali, scelte dalla
famiglia e dall’alunno insieme agli insegnanti) trovano la loro collocazione,
secondo le modalità organizzative proposte dalla Scuola, in orario pomeridiano.
ITALIANO
L'insegnamento, in continuità con la scuola primaria,
s'incarica di assumere e consolidare la lingua comune d'uso ordinario nella sua
forma normativa stabilizzata e di avviare le procedure d'interpretazione e
invenzione - nel senso e della scoperta e della creazione - di testi, tra i
quali quello letterario riveste un'importanza irrinunciabile in ordine alla
trasmissione dei significati ultimi dell'umana esistenza. La lingua, infatti, è
lo strumento che solo l'essere umano possiede per attestare il suo rapporto con
la realtà e per strutturare e comunicare
il pensiero.
STORIA
La
conoscenza della Storia è un’avventura, una scoperta, ma soprattutto è un
incontro. E’ una lezione di umanità dove il ragazzo coglie la molteplicità e la
complessità della realtà e scopre la grandezza della creatività dell’uomo , che
nei secoli ha saputo adattarsi all’ambiente creare forme intelligenti di
socialità. Obiettivi:
GEOGRAFIA
La geografia si configura
come lo studio delle interrelazioni che avvengono in un dato territorio. In
particolare nella Scuola Secondaria di I grado l’attenzione si concentra sul
rapporto di interdipendenza tra fattori fisici dell’ambiente e di reciproca
influenza tra l’uomo e l’ambiente stesso. La disciplina di geografia si
prefigge di :
LINGUA STRANIERA
Il possesso della lingua straniera deve
essere conseguito in termini di competenza comunicativa, che non deve però
essere considerata una mera competenza linguistica. Incontrando un'altra cultura
tramite la lingua di apprendimento il discente è portato a metterla in
relazione con la propria cultura madre diventandone così più criticamente e
profondamente cosciente attraverso i
seguenti obiettivi:
MATEMATICA
Attraverso la matematica il ragazzo impara ad
utilizzare la ragione in modo appropriato con l'introduzione e lo sviluppo di
processi di analisi, sintesi, formulazione ed astrazione per scoprire i nessi e
le relazioni tra le cose, favorendo lo sviluppo di una mentalità critica per
potersi porre in ascolto della realtà in modo consapevole ed autonomo. Attraverso
i seguenti obiettivi la disciplina conduce il ragazzo ad usare la ragione come
uno degli strumenti per incontrare la realtà, riflettendo su di essa per coglierne
soprattutto l'aspetto di ordine e perfezione:
SCIENZE CHIMICHE, FISICHE, NATURALI
Attraverso lo studio delle scienze il ragazzo viene
condotto a stare di fronte alla realtà che lo circonda per riconoscerne la
bellezza ed acquisire un senso di rispetto e responsabilità nei confronti delle
risorse naturali ed umane. Mediante la
conoscenza di un aspetto della realtà naturale, attraverso i seguenti
obiettivi, il ragazzo pone la sua esperienza
di fronte alla vastità delle dimensioni del reale, divenendo più
consapevole di sé e del suo destino e più aperto alla novità:
TECNOLOGIA
Attraverso i seguenti obiettivi la materia concorre
alla maturazione armonica della persona mediante la scoperta della realtà,
grazie alla quale il ragazzo diviene capace di utilizzare l'osservazione come
strumento di conoscenza per imparare a servirsi di quanto appreso:
MUSICA
Finalità principale della materia
“Educazione Musicale” è quella di far conoscere all’alunno i molteplici aspetti
della musica. E’ certamente successivo il passaggio all’insegnamento della
materia vera e propria in modo diretto o trasversale, in quanto l’obiettivo
essenziale rimane far capire il punto di arrivo che si intende raggiungere. Sicuramente
appassionare il ragazzo alla musica è il primo passo e lo si può raggiungere
accostandosi al genere musicale del ragazzo stesso, cogliendo così ogni possibile aggancio per
approdare alla didattica partendo dal
suo vissuto. Fondamentale è la conoscenza della scrittura musicale. Obiettivi:
·
destare la
passione per la musica attraverso la conoscenza dei suoi molteplici aspetti
·
educare
l’orecchio attraverso l’ascolto attivo e la pratica su uno strumento
·
promuovere l’autonomia
nella codifica dello spartito e nella sua effettiva realizzazione sonora.
ARTE E IMMAGINE
La materia si propone un forte intervento comunicativo
e contribuisce alla consapevolezza che l’arte unisce alla dimensione
intellettuale una profonda dinamica interiore nella ricerca del senso estetico
della vita. Inoltre attraverso precise modalità induce ad analizzare gli
aspetti iconici della realtà per selezionare modelli, punti di vista, analogie
e sfaccettature del reale, arrivando ad esprimere un personale modo di essere per
proporlo agli altri. Infine procura legami con il patrimonio storico-artistico ai
fini di una consapevole valorizzazione della tradizione del territorio in
relazione a nuovi progetti. Questi gli obiettivi generali:
Attraverso i
seguenti obiettivi la materia conduce il ragazzo verso la conoscenza di sè e lo
sviluppo delle capacità espressive, percettive e motorie del proprio corpo:
· Conoscere, rispettare e utilizzare il proprio corpo e il suo linguaggio per esprimere se stessi e comunicare con gli altri in modo consapevole, personale, creativo e per avvicinarsi alla pratica sportiva come costume di vita
3.7 Aspetti peculiari
UNITA' DI APPRENDIMENTO (U.A.)
Le unità di apprendimento vengono elaborate dai
docenti delle diverse materie, che partecipano insieme anche alla progettazione
e realizzazione di U.A. interdisciplinari.
Ogni singola unità viene proposta a tutti gli alunni e
contiene uno o più obiettivi formativi -coerenti con il POF e con il curriculum-
individuati a partire dalla reale situazione dei ragazzi, secondo l'ottica di
un’attenzione privilegiata alla persona: in questo senso l'obiettivo formativo
ha sempre carattere unitario, deve intersecare effettivamente capacità già
disponibili dei ragazzi ed essere significativo per il loro processo educativo.
L'unità di apprendimento è la modalità attraverso la quale i diversi obiettivi
formativi adatti agli alunni vengono declinati assieme alle attività, ai metodi
e alle soluzioni organizzative e modalità di verifica necessarie per
trasformarli in reali competenze di ciascuno.
DIDATTICA LABORATORIALE
Il laboratorio è inteso come modalità di apprendimento prima che come spazio attrezzato. Ha
perciò il compito di favorire il collegamento tra il sapere (la conoscenza) ed
il fare (l'agire) per concretizzare la dimensione formativa ed educativa
dell'apprendimento, perché costruire opere significa dare testimonianza del
lavoro mentale eseguito e rendere pubblica l'attività cognitiva.
Il laboratorio è inserito
(e non aggiunto) nelle attività
educative e didattiche sia obbligatorie che opzionali in quanto attività
coinvolgente (e per questo anche interdisciplinare) ed informativa nei confronti della
famiglia e del territorio, che
consente di conoscere e utilizzare esperti e risorse territoriali ed operare un procedimento di ricerca-azione. Il tutto in un ambiente
di apprendimento progettuale, che
consente anche di affrontare gli argomenti in modo più approfondito e completo.
Il processo di innovazione
che ha trasformato la scuola italiana negli ultimi anni anche grazie allo
sviluppo delle tecnologie didattiche non ha trovato impreparata la Scuola
Secondaria di I grado “S. Maria ad Nives”, che già da tempo ha inserito il
linguaggio informatico all’interno della didattica. Il passaggio avviene sia
con appositi corsi di informatica (extracurricolari) sia con l’inserimento
dell’informatica e della multimedialità all’interno della didattica
tradizionale (v. Progetto Didattica multimediale, Appendice ), anche al fine
del conseguimento della Patente ECDL.
Il nostro Istituto possiede già da tempo sia per il Liceo che per la Scuola
Secondaria di I grado strumenti tecnologici di tipo più tradizionale
(diapo-proiettore, episcopio, lavagna luminosa, hi-fi) ed un’aula laboratorio
composta di computers multimediali (collegati in rete ed in internet) con
annesso uso di televisore, videoregistratore, videoproiettore. Negli anni
scorsi è stata accordata a questa Scuola la richiesta di contributo ai sensi
del D.M. n.261 dell’8.6.1998
per l’allestimento di postazioni multimediali per gli insegnanti, al fine di
favorire un approccio all’insegnamento basato sull’uso integrato delle
Nuove Tecnologie (C.M. n.282/97, progetto 1a). Ciò costituisce, insieme
alla partecipazione al Progetto “T.I.C.”, un’ulteriore opportunità per gli
insegnanti, al fine di perfezionare le proprie conoscenze e operatività
nell’ambito della didattica multimediale.
3.9 La verifica e la
valutazione
La verifica
dell’apprendimento avviene attraverso criteri oggettivi, trasparenti,
docimologicamente determinati. Una grande importanza acquistano le valutazioni
iniziali, le cosiddette “prove d’ingresso”, che permettono agli insegnanti di
pianificare il lavoro in aula secondo le caratteristiche effettive della
classe. Nel corso dell’anno scolastico le verifiche “in itinere” permettono un
regolare riscontro delle conoscenze acquisite e permettono la tempestività del
recupero individualizzato.
I criteri fondamentali che devono essere tenuti presenti sono:
·
il livello di preparazione di partenza;
·
le attitudini e le capacità dimostrate;
·
l’acquisizione delle abilità richieste dalle singole discipline;
·
l’impegno e la volontà emersi;
·
il carattere in via di formazione;
·
la fiducia e la stima nei confronti dei valori della proposta educativa
della scuola;
·
il livello di partecipazione alla vita della classe;
·
il risultato finale concepito in modo “aperto”.
Le verifiche
e le interrogazioni sono svolte in modo tale da identificare le abilità
specifiche differenziate secondo le capacità.
4.1
L’accoglienza e l’open day
Sentirsi accolti è una delle
esperienze più importanti per ogni ragazzo: diventare grandi significa
costruire se stessi come persone con una identità ben definita e capace di
costruire una positiva trama di rapporti.
Al tema dell’accoglienza (v. C.M.240/91) intrinseco in ogni momento della vita della scuola,
viene dedicato ampio spazio soprattutto all’inizio dell’anno scolastico. La
prima mattinata di scuola è un momento privilegiato a tale scopo. E’ infatti
importante che ciascuno si senta accolto personalmente: solo quando un ragazzo
si sente guidato come un tu può rispondere positivamente a che gli sta di
fronte.
Al fine di tradurre in pratica le finalità e gli
obiettivi sopraesposti, il progetto
accoglienza è scandito in un complesso organico e coerente di iniziative:
conoscenza dell’ambiente, incontro con i ragazzi delle ultime classi, colloquio
iniziale con gli insegnanti, metodo di studio.
L’open day è un’occasione di incontro in cui la scuola si racconta. Nell’ambito
di una giornata la Scuola Secondaria di I grado si propone, come espressione
culturale, al territorio per fare conoscere il tipo di lavoro, le proposte e le
attività intraprese per coordinare il tema dell’educazione alle esigenze
conoscitive degli allievi. L’organizzazione della giornata prende avvio dai
consigli di classe con precise scadenze di orari e contenuti. Ogni gruppo
tematico stabilisce un ambito ed uno spazio fisico in cui inserire e proporre
ricerche e laboratori delle singole discipline a classi aperte, coordinate
gestite ed illustrate in collaborazione insegnanti/allievi. L’open day è un momento di incontro con
i genitori che vogliono essere informati sul divenire dei propri figli
nell’esemplificazione di idee innovative sulla didattica e sul processo di
insegnamento e apprendimento.
4.2 Le iniziative di continuità e di orientamento
L’orientamento è essenzialmente attenzione alla persona nella sua globalità, p proposta di vita da parte dell’adulto che provoca, suscita interrogativi e fa nascere la domanda sulla propria vita e quindi sul futuro. L’orientamento è quindi prima di tutto la scoperta di sé come persona, poi delle proprie potenzialità e capacità: è l’espressione del lavoro educativo collegiale teso a far emergere INTERESSI ATTITUDINI E CAPACITÀ. Si propone quanto segue:
n incontri con adulti che
vivono un’esperienza positiva di lavoro;
n incontri con studenti di
scuola superiore;
n uscite e visite a carattere
informativo tese a far conoscere le diverse possibilità che la scuola italiana
propone.
A partire da quanto è già operativo all’interno di
ogni classe:
n terzo anno: lavoro di
carattere informativo: contatti con alunni di scuola superiore, informazioni su
quanto esistente;
n secondo anno: dai test
d’ingresso elementi utili ad individuare capacità reali;
n primo anno: creare una
piccola e semplice scheda che aiuti nel colloquio con le famiglie.
4.3 Recupero e
approfondimento
Il Collegio Docenti ha
cercato di individuare un metodo preventivo
che consenta agli alunni di recuperare, sviluppare e potenziare in
itinere le varie conoscenze. Tale metodo si avvale, oltre che delle verifiche formative al termine di ogni unità
didattica, delle attività previste dal Collegio Docenti nel quadro dell’ampliamento dell’offerta
formativa, in particolare di un corso pomeridiano nel quale gli alunni possono
usufruire di uno studio guidato, seguito da un insegnante, sulle materie della
giornata e/o di un recupero o potenziamento, per ambiti disciplinari ed in
giorni prestabiliti.
Nell’ambito delle ore
curricolari si porrà particolare attenzione al metodo di studio ed alle
verifiche formative, attraverso le quali si potranno attuare sia recupero che
potenziamento adottando forme di
flessibilità che consentano, ad esempio, di procedere a classi parallele o di usufruire
di ore di compresenza.
4.4 Lo strumento
linguistico come risorsa per il successo scolastico ed il potenziamento delle
abilità
Ciascun allievo ha
diritto di godere delle migliori opportunità per la sua crescita culturale
attraverso l’utilizzo dell’educazione
linguistica come fattore di sviluppo armonico della personalità del
preadolescente, in un’ottica di interdisciplinarità L1-L2-L3. La conoscenza della lingua straniera potrà offrire
maggiori opportunità anche per una migliore padronanza della lingua madre: già
da anni hanno preso avvio i corsi facoltativi/opzionali
per il potenziamento della seconda lingua comunitaria e la certificazione Trinity.
4.5 Visite didattiche,
viaggi di istruzione, vacanze studio all’estero
Tali attività sono
progettate in funzione del perfezionamento del curriculum quali gesti
significativi di rinforzo all’apprendimento ed in funzione dell’educazione alla
socialità e completano l’iter educativo come risposta all’insieme dei bisogni
dell’alunno.
L’uscita
didattica ed il viaggio d’istruzione costituiscono momenti privilegiati per
introdursi alla realtà e verificare contenuti ed abilità acquisiti. Le uscite
sul territorio si propongono come occasione per incontrare realtà diverse,
personaggi o contenuti connessi all’attività didattica ed accompagnano i
ragazzi durante l’intero anno scolastico. I viaggi d’istruzione e le vacanze studio all’estero consistono
invece nel trascorrere uno o più giorni in località stabilite per incontrare un
preciso ambiente e percorrere un itinerario
appositamente elaborato in rapporto alla classe.
4.6 Lo sport, la settimana bianca
e i campi estivi; le attività espressive, le “educazioni”
(si vedano anche per le attività
facoltative/opzionali i punti 3.4 e 3.7)
L’attività sportiva rappresenta uno dei mezzi
per la formazione globale della personalità degli allievi. Essa, in tutte le
sue manifestazioni (gioco – sport, attività pre-sportiva, attività sportiva,
sport per tutti) rappresenta una delle forme dell’attività motoria ed in
particolare quella che favorisce e sviluppa nei giovani processi di socializzazione,
valutazione ed autovalutazione. L’educazione fisica persegue infatti lo
sviluppo di tutte le qualità di ciascun allievo nelle diverse aree della
personalità, cioè la formazione globale del soggetto sulla base del suo
“potenziale personale”. Le attività sportive intese come pratica disciplinare e
competizione ludica prima e di avviamento alla pratica sportiva poi sono
presenti nella scuola secondaria di primo grado, sia attraverso l’applicazione
dei vigenti programmi ministeriali che attraverso lo svolgimento dei giochi
sportivi studenteschi. Lo “sport a scuola” quindi, cerca di costruire un
percorso educativo nel quale la cultura e la pratica sportiva possono
diventare:
·
percorso di benessere psico – fisico da utilizzare in tutti i momenti
della vita scolastica
·
momento di confronto sportivo
·
strumento di attrazione per i giovani
·
strumento di diffusione dei valori positivi dello sport.
Tra le opportunità offerte agli studenti in orario
pomeridiano si inseriscono le iniziative proposte - all’interno del Centro Sportivo Scolastico attivato
presso l’Istituto - dal Progetto “Campus”
(v. Appendice) e dall’Associazione Polisportiva “S. Maria ad Nives”, nata per
offrire a studenti e genitori di tutte le Scuole della Congregazione sul
territorio l’opportunità di ritrovarsi in occasione di partite di pallavolo,
incontri di judo, allenamenti in vista
delle gare, tornei (lo Statuto dell’Associazione è depositato presso la
Segreteria dell’Istituto).
Ogni anno nel mese di febbraio, per
favorire la partecipazione degli alunni alla settimana bianca organizzata dalla
Scuola (durante la quale oltre all’attività sportiva (sci) si alternano momenti
di studio e momenti di attività ricreativa) o a quella con la famiglia, si
attua in tale periodo il cosiddetto “stop didattico”.
La Congregazione organizza inoltre i campi estivi, offerti agli alunni come
preziosi momenti di crescita e condivisione.
Sempre nell’ambito degli approfondimenti ma previste in orario curricolare applicando la flessibilità sono inoltre proposte le seguenti iniziative:
·
mattinate dedicate ad un solo nucleo tematico
·
visite guidate a mostre, musei e laboratori
·
visione ed ascolto di opere teatrali (prosa e lirica)
·
conferenze su temi emergenti dell’educazione del preadolescente;
·
supporto di esperti per lo svolgimento di interventi educativi e la
realizzazione di progetti, tra i quali quelli relativi all’ educazione alla solidarietà, all’educazione alimentare e alla salute
(Dir. 600/96), educazione stradale, ambientale ecc.
Le attività espressive pongono una solida base per creare rapporti e
connessioni tra il sapere inteso come
comunicazione ed il creare quale espressione della propria interiorità.
Pertanto si offre agli studenti la possibilità di accostarsi all'esperienza del
laboratorio "Atelier" (v.
Appendice),
del Laboratorio di “Recitazione” (v. Appendice) e di quello di “Musica e Canto
Corale” (v. Appendice)
per
riappropriarsi di un tempo in cui realizzare e riconoscere la propria identità, come pure alla partecipazione agli eventi culturali (spettacoli, mostre, ecc.)
promossi dalla Scuola.
4.7 Gli incontri formativi
Sono previsti
in orario extracurricolare anche incontri finalizzati ad offrire agli alunni
che lo desiderano l’opportunità di una maggiore conoscenza di sé alla luce dei
contenuti dei testi scritturistici che accostano all’interno delle ore di
religione.
4.8 La proposta formativa
rivolta alle famiglie
I genitori
insieme ai docenti e agli alunni sono protagoniste e responsabili
nell’attuazione dell’offerta formativa nell’ambito degli organi e delle
procedure vigenti. Essi anche se fisicamente esterni hanno un ruolo non meno
importante nel processo scolastico e formativo dei propri figli.
Il Collegio Docenti e il
Consiglio d’Istituto nel quadro di un’organica programmazione organizzano per i
genitori incontri culturali ed educativi in relazione ai percorsi ed alle
scelte operate nell’ambito dell’offerta formativa tali da rispondere in modo
soddisfacente ai bisogni ed alle attese.
Altresì organizzano
iniziative per educare alla socialità, alla solidarietà ed alla creatività
(festa della scuola, ecc.) nelle quali
emergono momenti di convivenza per tutta la comunità educante: docenti,
famiglie, alunni.
Le esigenze che una società tecnologicamente avanzata, in rapida e continua trasformazione, pone nei confronti dell’istituzione scolastica e soprattutto nei riguardi di una scolarità ormai diventata fenomeno di massa, non sono esclusivamente riconducibili alla trasmissione di un sapere rigido e codificato che presuma di essere esaustivo. Mai come in questi ultimi anni è apparsa chiara la distanza che separa il livello di istruzione inteso in primis come insieme di competenze culturali e di preparazione professionale e la quantità e qualità di abilità e di capacità richieste dalla realtà economico-sociale. Quest’ultima, infatti, sembra porre un’istanza precisa: chiunque desideri inserirsi attivamente nel ciclo produttivo, progettando per sé la possibilità di assumere ruoli di responsabilità, deve possedere una formazione culturale e professionale che lo metta in grado di affrontare la complessità, individuandone le dinamiche e interagendo positivamente con esse; deve cioè avere la capacità di mantenersi in sintonia con le sempre nuove modificazioni e anche con le più brusche riconversioni, la duttilità nel passare da un gruppo all’altro di regole e procedure, l’abilità di orientarsi nei diversi flussi di informazione, nonché l’attitudine a destreggiarsi tra differenti possibilità alternative.
In questo innegabile
contesto socioculturale tuttavia come Scuola Cattolica, con l’umiltà di chi si
sente inviato per una missione nella Chiesa,
5.2 La Coordinatrice e i
collaboratori
La Coordinatrice è un docente abilitato, nominato secondo le norme della Congregazione, ed ha compiti e funzioni relativi alla conduzione didattica della scuola come definiti dalla vigente legislazione scolastica nazionale, fatte salve le competenze della gestione.
I collaboratori - oltre alla Segretaria ed all'Economa, incaricate dal Gestore - sono insegnanti della scuola che si fanno carico volontariamente di un aggravio non indifferente di lavoro, svolgendo mansioni relative essenzialmente al sostegno del lavoro dei docenti e agli interventi e servizi per gli studenti (ruoli identificati dall’attuale normativa con le aree di progetto all’interno del P.O.F. coordinate dai docenti designati a ricoprire le funzioni-obiettivo), in un costante sforzo di aggiornamento, come risulta anche dal Progetto “Ri.S.A.O.” riportato in appendice. Auspichiamo che ulteriori sviluppi nella direzione di un sistema scolastico integrato possano garantire anche alle scuole non statali l’opportunità di gratificare gli sforzi di detti insegnanti con un’equa retribuzione senza aumentare l’onere economico delle famiglie.
5.3 Il Consiglio di Istituto
Il Consiglio
di Istituto - unico per i due ordini di scuola - è strutturato sulla base di un
apposito Regolamento interno, fatte salve le competenze della gestione. Esso si
ritrova con una periodicità di quattro-cinque volte per anno scolastico e
raccoglie la rappresentanza di tutte le componenti della scuola: genitori,
docenti, studenti. Secondo quanto stabilito dal Regolamento di Istituto
comprende anche un Organo di Garanzia.
Ha il compito di collaborare all’animazione della vita scolastica ed extra
scolastica, di promuovere forme associative di interesse scolastico, di curare
la revisione del bilancio annuale e di rendere operativa la progettualità
educativa e didattica della scuola con iniziative destinate a coinvolgere tutti
i genitori dell’istituzione. All' interno del Consiglio di Istituto è stato
costituito il Comitato di Valutazione
ed è presente anche la componente dell' AGeSC.
Il C.d.I.
adotta il P.O.F. elaborato dal
Collegio dei Docenti, approva gli accordi con altre scuole relativi ad attività
didattiche o di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e
aggiornamento.
Il C.d.I. ha potere consultivo
- fatte salve le competenze del Collegio dei Docenti e dei Consigli di classe -
per quanto concerne:
Il C.d.I. inoltre
-
Esprime, su richiesta del C.D., un parere sulla suddivisione dell'anno
scolastico in due o tre periodi ai fini della valutazione degli alunni
-
Indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi,
all'adattamento dell'orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche
alle condizioni ambientali
-
Esprime parere sull'andamento generale, didattico ed amministrativo
dell'Istituto
-
Definisce, su proposta del C.D., modalità e criteri per i rapporti con
le famiglie e gli studenti
-
Delibera il Progetto proposto dai genitori per favorire la loro
partecipazione alle scelte culturali e formative della scuola in relazione
all'educazione alla salute e prevenzione dei comportamenti a rischio (C.M. 16.10.96
n.653)
-
Esprime parere in ordine alle iniziative complementari ed integrative
-
Valuta le iniziative riservate agli alunni proposte da Enti esterni.
5.4 Il Collegio dei Docenti
La collegialità è la
modalità principale con cui la realtà del soggetto docente vive una
corresponsabilità, un rispondere insieme, in base alla professionalità di
ciascuno, ai molteplici bisogni della scuola, ad avere uno sguardo comune
decisionale sull’opera. La corresponsabilità non è una distribuzione
burocratica di compiti per rendere più efficiente la scuola, ma una sensibilità
comune a tutti i docenti, tesi a far diventare esperienza quotidiana visibile
la progettualità e il metodo educativo personalmente vissuti, così che possano
essere incontrati dagli alunni e verificati dalle famiglie.
Il Collegio dei Docenti è
composto dal personale insegnante e presieduto dal Dirigente scolastico; vi
fanno capo varie attribuzioni:
- elabora il POF
-
ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico della
scuola. In particolare cura la programmazione dell’azione educativa al fine di
adeguare nell’ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i
programmi di insegnamento disciplinare, tonificandoli con l’apertura alla
Verità che è Gesù Cristo, Parola fatta Carne e fatta Storia del nostro
camminare nel tempo. Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di
insegnamento garantita a ciascun insegnante;
-
attraverso l'operato di un apposito Comitato
di Valutazione eletto all'interno del Collegio stesso valuta periodicamente
l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in
rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove
necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica;
-
propone iniziative di aggiornamento dei docenti della scuola;
-
esamina, allo scopo di individuarne i mezzi per ogni possibile
recupero, le situazioni didattiche deficitarie ed i casi di scarso profitto o
di irregolare comportamento degli alunni, su iniziativa dei docenti della
rispettiva classe
-
formula proposte al Dirigente Scolastico per la formazione e la
composizione delle classi, per la formulazione dello orario e per lo
svolgimento delle altre attività scolastiche
-
provvede all'adozione dei libri di testo e alla scelta tecnica dei
sussidi didattici
-
delibera la suddivisione dell'anno scolastico ai fini della valutazione
-
individua le modalità e i criteri di valutazione degli alunni
-
determina i criteri da seguire per lo svolgimento degli scrutini per
assicurare omogeneità nelle decisioni dei Consigli di Classe
-
esamina le iniziative complementari e integrative
-
esprime un parere al Dirigente Scolastico sull'organizzazione delle
lezioni
-
programma ed attua gli interventi a sostegno degli alunni portatori di
handicap
-
valuta ed approva le iniziative riservate agli alunni proposte anche da
Enti esterni
Il Collegio dei Docenti si riunisce in
media quattro volte l’anno, in alcune occasioni insieme a quello del
Liceo: al suo interno i docenti referenti, cui fanno capo apposite commissioni, si occupano di lavori riguardanti competenze
specifiche. Per
decisione del Collegio dei Docenti ogni anno si programma la disponibilità
degli insegnanti ad impegnare le cosiddette “50 ore” previste dal contratto
lungo l’anno scolastico anziché nei mesi estivi.
5.5 Il Consiglio di Classe
E’ composto dai docenti di
ogni singola classe ed è presieduto dal Dirigente scolastico affiancato dal Coordinatore. Si riunisce in media
sei-otto volte l’anno, con e senza la presenza dei genitori.
Il Consiglio di Classe:
·
formula al Collegio dei Docenti proposte in ordine all'azione educativa
e didattica, ad iniziative di sperimentazione ed alle iniziative di
integrazione e sostegno;
·
agevola ed estende i rapporti reciproci fra docenti, genitori ed
alunni;
·
coinvolge i genitori nel processo di orientamento degli alunni;
·
valuta e accetta le domande di candidati privatisti, di iscrizione per
la terza volta alla medesima classe degli alunni non scrutinati per assenze
giustificate nello scrutinio finale, di iscrizione di alunni provenienti da
altre scuole, di trasferimento di alunni, di dispensa dalla frequenza delle
lezioni di lingua straniera agli alunni provenienti da altra scuola ove abbiano
studiato una diversa lingua straniera;
·
valuta e approva iniziative riservate agli alunni anche proposte da
Enti esterni;
·
determina le prove cui sottoporre gli alunni con imperfezioni fisiche;
·
formula un parere al Collegio dei Docenti in ordine alla scelta dei
sussidi didattici nonché alle proposte di adozione dei libri di testo
Esso adempie ad un compito educativo e ad una
strategia operativa ben precise, in quanto:
-
è il luogo di un progetto e di un metodo didattico comune che
corrisponde alle reali capacità intellettive ed umane della persona di ciascun
alunno e declina la progettualità educativa del Collegio Docenti;
-
è il luogo in cui si verifica il cammino educativo-didattico compiuto
con la classe;
-
è lo spazio per un lavoro realmente inter-pluridisciplinare;
-
è il luogo in cui si organizzano i rapporti con i genitori della classe;
-
è lo spazio per esercitare sino in fondo la propria professionalità
aperta alla dimensione del trascendente;
-
è il luogo ove si esprime al meglio l’attività collaborativa tra i
docenti.
Il Consiglio di Classe
assolve in particolare i seguenti compiti:
·
prevede il programma generale dell'attività da svolgere nei periodi
dell'anno scolastico
·
controlla periodicamente ciò che è stato fatto e i risultati ottenuti
·
verifica l'andamento complessivo dello attività didattica e propone gli
opportuni adeguamenti del programma di lavoro
·
in sede di valutazione finale delibera se ammettere o non ammettere
alla classe successiva gli alunni della prima e seconda classe, all'esame di
Licenza gli alunni della terza classe
· assolve - con la sola presenza dei docenti - le competenze relative al coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari nonché alla valutazione periodica e finale degli alunni
Il Consiglio di Classe è il luogo della progressiva verifica su contenuti, metodi e strumenti del proprio lavoro. Ciò permette un confronto reale che spacca i ruoli, la diversità delle discipline, le difese e le pretese e facilita l’interdisciplinarietà come un reciproco imparare.
L’atteggiamento autovalutativo del docente, in un contesto di serena collaborazione, conduce ad uno sguardo costruttivo sull’alunno, il quale viene valutato, non misurato, e colto nella totalità della sua persona, quindi sempre con un desiderio per il suo bene e la ricerca di un positivo in lui. La distanza che l’alunno ha dall’obiettivo educativo/didattico deve essere momento di riflessione e ricerca di strategia adeguata affinchè tale distanza sia colmata.
E’ di sempre maggiore attualità l’educazione critica dell’alunno, intesa come verifica del gioco della sua libertà sull’ipotesi educativa che si vuole rischiare con lui nel contesto dell’anno scolastico. Sempre di più ci si accorge che l’alunno apprende e studia se vive il rischio della sua libertà sulla proposta educativa che viene fatta, in un clima di serena collaborazione con docenti e genitori.
5.6 Gli
studenti e la loro partecipazione alla vita della scuola
Gli alunni, principali destinatari di tutta l’attività scolastica, sono anche i primi protagonisti dell’azione educativa. A loro è chiesto un atteggiamento di ascolto e di recezione di fronte ai valori proposti , per misurarne in un vaglio libero e sereno , l’adeguatezza alla propria umanità. L’educazione mira a formare personalità forti ed equilibrate capaci di porsi in atteggiamento critico di fronte alla realtà per accettare quanto vi è di positivo, liberarsi dai condizionamenti e impegnarsi per i valori che costruiscono, sempre ed ovunque, la persona, la famiglia, la città.
5.7
I genitori e i rapporti con le famiglie
(v. Progetto Famiglia, Appendice)
I genitori che scelgono questa scuola per i loro figli, quali primi responsabili della loro buona crescita, si impegnano, in coerenza con le motivazioni di tale scelta, ad una collaborazione cordiale e fattiva.
Infatti l’iniziativa originaria dell’educare compete alla famiglia: essa è il primo luogo in cui un’esperienza e una concezione di vita si comunicano da una generazione all’altra.
Oltre ai momenti di partecipazione a livello collegiale già descritti, l’Istituto garantisce la possibilità di riunioni assembleari, attività di informazione sulla vita scolastica degli alunni attraverso opportuni strumenti di comunicazione: circolari della Coordinatricenza, lettere periodiche a domicilio, pagellino infraquadrimestrale.
I rapporti individuali di collaborazione e informazione con i docenti sul percorso scolastico degli alunni possono avvenire nell’ora settimanale di ricevimento, nei due incontri generali pomeridiani quadrimestrali, su appuntamento o su convocazione diretta per lettera da parte del docente interessato o del Dirigente scolastico. Consapevoli dell’importanza del contesto familiare, Dirigente scolastico ed insegnanti condividono la preoccupazione formativa, chiedendo ai genitori che si aspettino dalla scuola non solo una precisa e qualificata preparazione didattica, bensì un’attenzione alla globalità della persona dei loro figli.
Occasioni privilegiate di rapporto con i genitori sono i colloqui individuali, le riunioni con il Consiglio di classe ed i Consigli di Istituto. E’ infatti mediante l’incontro ricorrente, sia esso individuale o di classe, che è possibile un proficuo cammino comune che, muovendo dallo specifico delle singole discipline, interessi l’intero percorso educativo.
6.1 La valutazione didattica
Il Collegio dei Docenti
definisce sinteticamente i seguenti criteri di base che regolano la valutazione
degli alunni:
-
la valutazione deve avere dimensione globale, cioè deve tenere conto
dei vari aspetti che concorrono alla formazione di un risultato (aspetto cognitivo, mai disgiunto dalla maturazione
personale, dalle condizioni socio ambientali dell’alunno);
-
la valutazione osserva non tanto il risultato oggettivo quanto più il
processo fatto per raggiungerlo, tenendo conto della situazione di partenza e
dei percorsi di insegnamento/apprendimento;
-
la valutazione deve essere intesa nella sua valenza progettuale, come
momento da cui partire o ripartire per un progetto sull’alunno, che tenga conto
dei suoi livelli di apprendimento;
-
la valutazione è mirata all’individuazione di fasce di livello che guidano
la programmazione, nel limite del possibile individualizzata.
Per la valutazione saranno
osservati i seguenti aspetti:
-
partecipazione alla vita scolastica;
-
inserimento nella classe e nella scuola in generale;
-
socializzazione;
-
comportamento, autocontrollo e rispetto delle regole;
-
impegno in classe e metodo di lavoro;
-
livelli di apprendimento;
-
padronanza delle conoscenze;
-
abilità operative.
6.2 La verifica dell’efficacia
del P.O.F.
-
attività curricolare
-
attività educativa
-
conseguimento degli obiettivi prefissati
-
frequenza degli alunni
-
attività non curricolare
-
attività di sostegno e di recupero
-
coordinamento del corpo docente
-
collaborazione con le famiglie
-
relazioni finali dei docenti
-
eventuali reclami presentati.
Tutti gli elementi acquisiti
nella verifica servono per una seria valutazione della qualità della scuola
costituendo un punto di partenza per la programmazione del successivo anno
scolastico.
Inoltre all’interno dei
Collegio dei Docenti viene nominata un’apposita commissione per la valutazione
del P.O.F. la cui relazione è quindi sottoposta al Consiglio d’Istituto. Tale
azione di autovalutazione e di valutazione ha il compito di verificare:
·
la chiarezza degli obiettivi e delle finalità proposte
·
la fattibilità del P.O.F.
·
l’organizzazione complessiva messa in campo per realizzarlo
·
i punti di forza ed i punti di debolezza del P.O.F.
6.3 L’ autovalutazione di
Istituto
Con l’ausilio degli strumenti messi a
disposizione dalla FIDAE e dalla Società denominata “Gruppo Clas”, sulla base
delle indicazioni fornite dall’ INVALSI (e già avviate attraverso la
sperimentazione del Progetto Pilota), con l’ausilio dell’USR mediante la
partecipazione al Progetto Qualità, si
procede ordinariamente all’autovalutazione di Istituto ad opera dell’apposito
comitato, in coerenza con le esigenze dell’odierna situazione scolastica
nazionale ed internazionale.
7.1 Locali ed aule; segreteria;
biblioteca; Cappella
L’Istituto dispone di aule per la normale attività didattica, Le aule sono strutturate per accogliere un numero medio di 25 alunni rispetto alla capienza totale che prevede, in caso di lavori di interclasse, una disponibilità di posti fino alla massima capienza di 33 alunni. Le aule sono ampie, luminose, ben aerate e dotate dei principali strumenti per la conduzione della normale attività didattica (lavagna, cartine geografiche, storiche, ecc.)
La collocazione dei locali della segreteria è funzionale alle esigenze dell’utenza ed è aperta secondo gli orari indicati. E’ dotata di sistemi informatici, fotocopiatrice, telefono e fax.
Sul piano della Segreteria si
trova anche
7.2 Servizio di trasporto e di
mensa
La mensa serve giornalmente
pasti caldi completi. Il pasto è fornito dalla cucina dell’Istituto che è
adeguata per igiene e sicurezza e personale alle norme della legge 155. Inoltre il Gestore nomina
annualmente un responsabile per il servizio della mensa.
7.3 Laboratorio di informatica e
di multimedialità; laboratorio di fisica e chimica; laboratorio
artistico/musicale; aula video.
L’Istituto dispone di un laboratorio di informatica di computer multimediali collegati in rete e dotati di collegamento Internet. Inoltre sono presenti stampante, scanner, lavagna e videoproiettore. L’aula è a disposizione degli alunni su richiesta degli insegnanti. L’uso dei computer è vigilato dalla presenza dell’insegnante.
- Il laboratorio di fisica e chimica: per quanto riguarda gli strumenti sono presenti il becco Bunsen con valvola di sicurezza per gas metano, un microscopio ottico con dispositivo di illuminazione elettrico, una cappa aspirante, numerosa vetreria in pirex, reagenti, strumenti di misura quali dinamometri, bilancia analitica e elettronica, termometri e altro materiale utile all’uso. Inoltre sono presenti apparecchi per esperienze sulla meccanica dei fluidi, termologia e acustica, ottica, elettrostatica, elettrodinamica, pressione atmosferica.
- Il laboratorio artistico-musicale dispone di n. 30
banchi da disegno con relativi sgabelli regolabili nell’altezza. Vi sono
numerose lavagne dotate di strumenti da disegno.
Per quanto riguarda il materiale musicale è presente
una lavagna pentagrammata, un pianoforte verticale, due chitarre, una tastiera
elettrica, strumenti a fiato e a percussione, stereo e lettore cd, libreria per
conservazione di materiale musicale (Libri, dischi, riviste, cassette ).
- L’aula video contiene 50 posti a sedere ed è
dotata di televisore con casse stereo, videolettore, schermo per la proiezione
di lucidi e diapositive, videoteca.
Tutte le aule dei laboratori sono ampie, luminose e
ben aerate.
7.4 Salone polifunzionale, campo
di palla a volo
Le aree destinate alle attività sportive sono situate all’interno del plesso scolastico e comprendono la palestra e un campo di pallavolo in asfalto. L’accesso alla palestra e al campo di palla a volo è regolata dall’orario scolastico e gli alunni possono accedervi soltanto alla presenza dell’insegnante.
La palestra è situata all’interno dell’edificio scolastico e garantisce le norme di sicurezza e di igiene previste dalla legge. E’ dotata degli strumenti necessari per il normale svolgimento dell’attività didattica (spalliera, quadro svedese, asse d’equilibrio, tavoli da tennis tavolo, ecc.). All'occasione ha la funzione di sala-conferenze e audiovisivi.