Scuola Secondaria di I grado “S. Maria ad Nives”

 

Piano dell’offerta formativa

 

 

Il Piano dell’Offerta Formativa è stato redatto dal Collegio dei Docenti con l’apporto costruttivo delle famiglie secondo criteri di coerenza progettuale volti a sviluppare un disegno curricolare e organizzativo unitario e stabile, in una visione integrata e organica (D.M.179/99;Dir.180/99), a partire dalle esperienze già realizzate, tenendo conto degli indicatori e delle finalità riportati dalla C.M.194/99, allo scopo di rendere pubbliche le identità, le responsabilità e le specificità educative e formative della nostra scuola.

Il forte coinvolgimento e la significativa responsabilità di tutte le componenti scolastiche ha dimostrato ulteriormente le potenzialità della nostra scuola nell’ambito dell’autonomia e della qualità del servizio scolastico, cosa che peraltro nella tradizione degli Istituti “S. Maria ad Nives” è già da tempo ampiamente diffusa nell’ottica della libertà di educazione.

Approvato dal Consiglio di Istituto, il P.O.F. entra in vigore nell’a.s. 2000-2001, viene aggiornato ogni anno e  viene consegnato allo studente al momento dell’iscrizione in copia-estratto che resta appeso nella bacheca riservata alle comunicazioni per le famiglie, mentre la copia completa è a disposizione in Segreteria.

1.      STORIA E IDENTITA’ DELLA SCUOLA

1.1 Le tappe della storia della Scuola ed il suo volto attuale

 

            L'istituto "S. Maria ad Nives", situato in Genova Pegli, sorse nel 1924 su precisa richiesta della popolazione pegliese desiderosa di una scuola superiore che completasse gli studi elementari, allora inesistente nel ponente cittadino. Tale desiderio incontrò la piena comprensione della Superiora generale delle "Figlie di N. S. della Neve" Madre Caterina Roveta già maestra e direttrice didattica della Scuola Comunale di Pegli. Per suo volere si aprì un Istituto che offriva i corsi ginnasiali e magistrali richiesti, ottenendo nel 1925 l'autorizzazione dagli organi competenti e, nel 1936, dopo le ispezioni previste, il titolo di Scuola Legalmente Riconosciuta (D.M. 28 maggio 1936). Lo sviluppo dell'Istituto in Pegli e nei paesi viciniori documentò la validità del metodo educativo-didattico della Congregazione la quale, sorta nel 1843 a Savona, aveva assunto fin dall'origine come scopo principale la formazione integrale delle giovani generazioni. Le trasformazioni richieste dalle mutate condizioni storico sociali sono state apportate nel nostro Istituto dopo ponderato studio delle risorse e soprattutto alla luce del metodo educativo il cui scopo irrinunciabile è la valorizzazione della persona. Per questo negli anni in cui fu istituita la Scuola Secondaria di I grado unica l’approvazione riscossa da parte delle famiglie indusse ad aderire alle riforme in atto, proseguendo il lavoro di continuità tra il grado inferiore e superiore della Scuola Secondaria in maniera adeguata alle esigenze di una formazione al passo con i tempi.

A seguito della legge 10.03.2000 riguardante la parità scolastica l'Istituto ha chiesto e ottenuto lo status di scuola paritaria (D.M. 28.02.2001) e il riconoscimento dato - almeno in via di principio - al valore pubblico del servizio educativo  prestato.

La nostra scuola si propone di fornire una preparazione completa finalizzata prevalentemente alla scoperta delle proprie potenzialità e delle reali capacità personali, in stretta collaborazione con la famiglia e attraverso l'opera di personale qualificato. Un sostegno effettivo è offerto agli allievi in difficoltà attraverso interventi mirati di sostegno e programmi individualizzati. Nella didattica si privilegia il rapporto personale e il confronto concreto con il reale nei suoi diversi aspetti. L'attenzione ai nuovi bisogni espressi dalle famiglie e dalle giovani generazioni ha portato a ponderate innovazioni didattiche e all'introduzione di attività complementari e integrative.

Il nostro corpo docente è composto da  professori religiosi e laici forniti di titoli idonei ed abilitati. Uniti da un ideale educativo condiviso, i docenti sono abituati al lavoro collegiale, nel quale viene riservata particolare attenzione a quanto promuova una completa educazione dell'allievo. L’intero corpo docente gode di una buona stabilità ed è composto da elementi  di provata esperienza che si dedicano con entusiasmo  e sicura capacità alla formazione globale dei giovani, sulla base della sana pedagogia e con attenzione alle problematiche giovanili del nostro tempo.

Gli alunni delle classi successive alla prima provengono in prevalenza dalla classe precedente della scuola stessa o da non promozione quali alunni interni nel decorso anno scolastico.

 

 

1.2 La presenza sul territorio e le attese dell’ambiente esterno

 

Quanto al ruolo della scuola nel territorio  è necessario rilevare che il nostro Istituto è l’unico nel Distretto n°8 ad offrire all’utenza l’opportunità di una Scuola Secondaria di I grado cattolica  ed ha un bacino di utenza piuttosto vasto, esteso da Arenzano fino a Sampierdarena: ciò conferma la sempre rinnovata richiesta da parte di quelle famiglie - per lo più appartenenti al ceto medio -  interessate al nostro Progetto Educativo e ad una preparazione il più possibile completa dal punto di vista umano e scolastico, che adempia alla funzione eminentemente orientativa della scuola dell’obbligo - volta a favorire nell’alunno la scoperta delle proprie peculiari attitudini - ed alla formazione di una cultura di base capace di aprire la via al proseguimento degli studi nella media di secondo grado.  La risposta sempre positiva delle famiglie è attestata ogni anno dal numero delle iscrizioni. 

            Il contesto sociale  di provenienza degli alunni è piuttosto diversificato e comprende sia il ceto operaio che quello impiegatizio ed imprenditoriale.  Il contesto culturale appare unificato  nell’ultimo trentennio dalla tendenza all’innalzamento del titolo di studio, fenomeno strettamente connesso all’evoluzione in atto sul mercato del lavoro. Ciò comporta esigenze maggiori avanzate dalle famiglie ed una responsabilità sempre più grande da parte della scuola ad elevare i livelli di qualità ed efficacia delle attività formative, in coerenza con i processi innovativi in atto nel sistema scolastico nazionale

Il contesto economico risente della tendenza alla recessione che in questo periodo interessa la città di Genova, zona territoriale socio-economica depressa  attualmente sottoposta ad un processo di deindustrializzazione con conseguente innalzamento del tasso di disoccupazione. Di qui la necessità sempre più urgente di   ottimizzare quanto più possibile i livelli di spesa  usufruendo anche dei finanziamenti statali al fine di contenere l’aggravio economico delle famiglie che  scelgono la scuola cattolica. In questo senso la nostra scuola ha già attivato da tempo interventi volti ad agevolare le famiglie in difficoltà  - e quelle che dopo aver scelto la scuola cattolica si trovano in difficoltà per una prosecuzione degli studi  - attraverso l’assegnazione di borse di studio e la riduzione delle rette scolastiche, anche se ciò diventa sempre meno praticabile data la diminuzione del numero delle insegnanti religiose che prestano il loro servizio a titolo gratuito.

 

1.3  La Carta dei Servizi e il Regolamento di Istituto

 

Fonte di ispirazione della Carta dei Servizi della nostra Scuola è la tradizione culturale ed educativa della scuola Cattolica che ha attuato nel tempo quanto stabilito negli artt. 3, 33, 34 della Costituzione Italiana. Per la stesura ci si è attenuti a quanto indicato dal D.P.C.M. del 7.6.95, Il testo integrarle è riportato nell’allegato 1.

Il Regolamento di Istituto, elaborato ed approvato dal Consiglio di Istituto, stabilisce le norme interne per il funzionamento della scuola. Ne viene consegnata una copia-estratto ad ogni studente. Il testo integrale è riportato nell’allegato 2.

 

1.4 Rapporto con la comunità locale e Reti di scuole

 

La Scuola è iscritta all’Albo delle Associazioni Culturali nella Circoscrizione VII Ponente di Genova al fine di garantire lo scambio ed il sostegno di iniziative di interesse per il territorio e per la Scuola stessa. Rapporti di collaborazione esistono altresì con il Comune, la Provincia e la Regione nelle loro diverse emanazioni poste al servizio della scuola, come pure con Fondazioni ed Enti: con essi – come pure con il M.P.I., l’I.N.D.I.R.E., l’I.R.R.E. (e gli Enti che via via si rinnovano prendendo il posto dei precedenti) e l’I.N.V.A.L.S.I. - la Scuola interloquisce costantemente anche per la realizzazione di Progetti a favore degli studenti.

Annualmente si svolgono inoltre attività collegate sul territorio con L.E.T., Parrocchie, biblioteche, cooperative, centri sportivi, centri culturali, servizi sociali, esperti esterni, compagnie teatrali ecc. con i quali  condividere i compiti e gli obiettivi della Scuola.  

 

Ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. n.275 dell’8.8.99 sono stati istituiti due accordi di rete di scuole denominati “Scuole autonome all’opera” uno tra la scuola  media inferiore e la Scuola Secondaria di I grado superiore dell’Istituto e le scuole sotto riportate (1) e l’altro  tra la Scuola Secondaria di I grado inferiore e le scuole elementari della Congregazione (2).

Tali accordi di rete e la collaborazione con le scuole statali del territorio si pongono l’obiettivo di cooperare per il miglioramento del servizio formativo da offrire alle famiglie per i  loro figli, in conformità agli ordinamenti previsti dalle norme vigenti per i rispettivi gradi di istruzione. 

Tra le scuole in rete è istituito un centro di documentazione telematico al fine di favorire la ricerca didattica e lo scambio permanente di documentazione sullo sviluppo dei progetti di autonomia didattica ed organizzativa. Si procede inoltre annualmente con riunioni di dirigenti ed amministratori delle scuole medesime alla verifica e valutazione dell’andamento dei progetti attivati per  miglioramenti qualitativi nella prosecuzione.

 

La rete e le forme di collaborazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


2       LA PROPOSTA EDUCATIVA E FORMATIVA

2.1 La Scuola Secondaria di I grado: finalità

 

            La Scuola Secondaria di I grado mira allo sviluppo della personalità dell’alunno in tutti i suoi aspetti, attraverso l’acquisizione di una propria identità e capacità decisionale, sulla base di una cultura conforme al primo grado dell’istruzione secondaria (cfr Allegato ). Ha la caratteristica di adeguarsi alla condizione dell’alunno interagendo con la famiglia e le comunità territoriali, valendosi della professionalità di tutti i docenti.

La programmazione assicura il rispetto delle libertà di insegnamento dei docenti e garantisce la formazione dell'alunno, facilitandone le potenzialità evolutive e contribuendo allo sviluppo armonico della personalità, nel rispetto degli obiettivi formativi nazionali e comunitari, generali e specifici, recepiti nei piani di studio.

 

 

2.2 La fedeltà all’identità educativa originaria: l’educazione integrale della persona ed il contratto formativo

 

Come scuola cattolica, l'Istituto "S. Maria ad Nives" ha sempre seguito una pedagogia tesa a indurre

 

l'alunno ad un positivo affronto della vita in tutti i suoi aspetti, attraverso:

·         la proposta dell'ideale cristiano verificato nel concreto del rapporto educativo e con l’esempio dei docenti, che si concepiscono come educatori;

·         la valorizzazione del ruolo formativo di tutte le discipline, nelle quali sono richieste la competenza da parte dei docenti e lo studio serio da parte degli allievi;

·         il dialogo e l'incontro tra fede e cultura come esito di una attenta stima della ragione.

“Educare è introdurre nella realtà”: questa l’esperienza che la scuola si propone di attuare e che possiamo denominare “realismo pedagogico”. Affinché ciò risulti possibile occorre possedere un’ipotesi esplicativa del reale, cioè una visione del mondo che educhi alla certezza che c’è  un significato preciso nelle cose, che i problemi sono fatti per essere risolti, che esiste una verità da scoprire. Occorrono, quindi, adulti che abbiano fatta propria questa ipotesi.

La fedeltà all’identità educativa originaria è alla base del contratto formativo che si stabilisce, in particolare, tra il docente e l’allievo, ma coinvolge l’intero Consiglio di classe e la classe, gli organi dell’Istituto, i genitori, che lo sottoscrivono al momento dell’iscrizione.

 

2.3 Lo stile dei rapporti, l’unità educativa tra i formatori , l’aggiornamento

 

Per questo motivo la Scuola Secondaria di I grado "S. Maria ad Nives" adotta e promuove una metodologia fondata sulla combinazione tra insegnamento ed educazione, affidata alla persona del docente e all'unità che esso vive con i colleghi, nella quale occupa un posto di primo piano il rapporto educativo docente - alunno. La strategia della lezione è perciò fondata sull'incontro amichevole tra discepolo e maestro e sul rispetto non formale delle persone, in cui anche la disciplina è richiesta come condizione del rapporto personale.

La scuola è responsabile della qualità delle attività della ricerca educativa e didattica, utilizzando strategie di insegnamento sempre nuove e tali da poter essere soggette a revisioni e critiche tenuto conto degli aspetti psico – sociologici, culturali, didattici, istituzionali, ambientali.

La scuola si fa carico di iniziative di formazione e aggiornamento per i docenti (una delle priorità indicate dalla Dir. 180/99), utili ad interpretare una realtà sempre diversa e sempre mutevole. Tali iniziative sono inserite nella dinamicità e flessibilità del curriculum e servono per far chiarezza nelle scelte  che ogni consiglio di classe decide di operare.

 

2.4 Le fasi di sviluppo della proposta: progettazione, mete, metodi

 

I criteri della programmazione vengono scelti in base ad un’esperienza formativa e professionale maturata negli anni; è la fedeltà al carisma educativo dell’Istituto che garantisce efficacia e sempre nuova freschezza all’azione degli insegnanti. Al centro del progetto educativo è la persona, che negli anni dell’esperienza scolastica può iniziare a maturare una visione della realtà aperta, critica e autenticamente umana. La finalità educativa prioritaria è il raggiungimento di questa dimensione vitale, aperta al respiro della cultura contemporanea e saldamente ancorata ai valori della tradizione storica.

Per garantire questo, è di fondamentale importanza l’unità d’azione e d’intenti del corpo docente. Tra gli insegnanti si è instaurato da tempo un rapporto di fiducia e di collaborazione, che imprime uno stile particolare al modo di “fare scuola”: si crea così un rapporto nuovo con gli alunni e con le famiglie, basato sul dialogo e sulla partecipazione.

La metodologia educativa della nostra scuola si traduce in alcune indicazioni principali:

·         Il rapporto educativo è costruito quotidianamente dall'insegnante in un paziente lavoro attento sia alla crescita culturale che umana dell'allievo, nella condivisione con i colleghi e nella corresponsabilità dei genitori.

·         Gli insegnanti verificano abitualmente questo lavoro per ogni allievo nel frequentarsi quotidiano e nei consigli di classe.

·         In tutte le occasioni di incontro con i genitori vengono privilegiate le comunicazioni reciproche riguardanti la formazione della personalità degli allievi e viene seriamente ricercata la collaborazione scuola-famiglia per una guida coordinata al loro cammino di crescita.

Il Collegio dei Docenti elabora la programmazione educativa  (v. delibere contenute nei verbali depositati presso la Segreteria della Scuola) e progetta i percorsi formativi. Al fine di armonizzare l’attività dei Consigli di classe, individua gli strumenti per la rilevazione della situazione iniziale e finale. Sulla base del confronto effettuato anche all’interno del Consiglio di Istituto elabora le attività riguardanti l’orientamento, le attività extracurricolari, gli interventi di sostegno.

 

 

2.5 Il rapporto tra scuola e vita: l’orientamento

 

La scuola si impegna a promuovere un lavoro di orientamento dalla prima alla terza classe (Dir. 487/97). L’orientamento degli alunni verso sbocchi successivi viene considerato come un elemento formativo di primaria importanza. Il collegamento tra la Scuola Secondaria di I grado e le altre realtà scolastiche è promosso attraverso iniziative che stimolino le famiglie e gli studenti a una riflessione responsabile sul proprio futuro. In particolare esiste una lunga tradizione di continuità con i Licei della Congregazione: oltre ad una comune visione culturale, sono molto frequenti le interazioni tra i docenti delle diverse scuole, fino ad arrivare alla costituzione di un Collegio Docenti comune alle due realtà. (v. Appendice).

 

2.6 La prevenzione del disagio scolastico; la continuità

 

In ogni consiglio di classe si presta particolare attenzione al lavoro sia individuale che collegiale dei docenti teso a intervenire su eventuali tensioni e disagi nel gruppo-classe ed a favorire e sostenere dinamiche relazionali positive. La scuola si fa carico di rimuovere gli ostacoli che compromettono il raggiungimento dei suoi fini istituzionali formativi. Il disagio dell’alunno, rilevabile nell’insuccesso scolastico, può essere dovuto sia a difficoltà di apprendimento che a problemi relazionali. La scuola si attiva per combattere il disagio, dare motivazioni nuove, offrire esperienze formative efficaci e valorizzare i talenti, organizzando anche attività e progetti mirati.

La scuola si impegna a garantire la continuità educativa individuando e attivando interventi da sviluppare nell’ambito di progetti adeguati pensati in continuità con le altre scuole presenti sul territorio, in particolare quelle gestite dalla Congregazione, per garantire un percorso formativo unitario al quale contribuisce con pari dignità educativa l’azione di ciascuna scuola, nella dinamica degli specifici ruoli ed obiettivi, secondo una logica di sviluppo organico e coerente (D.M. 16.11.1992). Tali progetti sono di sprone per un proficuo confronto tra docenti, per la conoscenza dei programmi reciproci, per la realizzazione di una maggior continuità tra le scuole, per un più ampio coinvolgimento dei genitori nella progettazione di iniziative che offrano a tutti gli ordini di scuole interessati la possibilità di partecipare fattivamente in interazione con il territorio.

Al fine di realizzare il necessario raccordo pedagogico-curricolare ed organizzativo fra le varie scuole, il Collegio dei Docenti dalla nostra Scuola Secondaria di I grado ha elaborato piani di intervento per promuovere la continuità  e per garantire il raccordo tra le scuole e con l’extra-scuola (C.M. 16.11.1992, n.339) sulla base delle esigenze legate alla concreta situazione in cui la scuola si trova ad operare  e con riferimento alle caratteristiche generali e specifiche dei soggetti. (si veda in proposito il progetto in appendice c)

 

2.7 La programmazione educativa

 

La scuola, di ispirazione cattolica, si pone sul territorio con un preciso progetto cristiano per la sua formazione integrale della persona intesa nella sua componente esistenziale e nella sua personalità.

Al centro dell'azione educativa sono i pre-adolescenti in età tra gli 11 e i 13 anni con le aspirazioni e problematiche relative legate all'età e alle rapide trasformazioni della società in cui la perdita dei valori e l'incapacità di riferirsi a punti stabili hanno creato una generalizzazione dei punti di riferimento ed un individualismo in cui il soggetto non è più la persona, ma l'individuo-società.

Attualmente non si parla più di persona, ma di un uomo scindibile e analizzabile nelle sue componenti:  un insieme di elementi sezionabili;  deriva da questo una frammentarietà per cui l'uomo non si riconosce più come persona.

Di fronte all'attuale situazione la scuola si interroga e, conscia dell'importanza della sua azione essenzialmente formativa, formula una programmazione educativa che sia segno e stimolo per un lavoro di formazione. I presupposti teorici per la formulazione della programmazione si originano dal concetto tipicamente cristiano di PERSONA che attribuisce all'uomo un "quid" di mistero superiore ai singoli aspetti che lo compongono, e che fa di lui una creatura superiore ad ogni sfera naturale, dotato di una scintilla "divina", sigillo del Creatore,  che lo rende capace di Dio.

 

FINALITA'

Maturare la coscienza di essere creatura umana come persona – intesa  nel suo ESSERE, nel suo ESISTERE, nel suo RELAZIONARSI - e personalità,  inscritta in un progetto di amore.

 

 

OBIETTIVI EDUCATIVI GENERALI :

a) prendere coscienza delle esigenze fondamentali di ogni creatura umana: felicità, giustizia, libertà, verità, bellezza, conoscenze…

b) scoprire che l'esistenza, per quanto dipendente da mille fattori naturali, è determinata dall'essere sempre pensati, voluti, e  amati da Dio;

c) alla luce della relazione essenzialmente con Dio:

1.  guidare a conoscere la propria realtà di creatura con le proprie potenzialità e limiti

2.  scoprire "l'altro" come creatura in relazione

 

 

3. LA PROPOSTA DIDATTICA

3.1. La sperimentazione dell’autonomia - Le iscrizioni e la formazione delle classi

 

Con l’entrata in vigore della normativa riguardante l’autonomia la Scuola Secondaria di I grado “S. Maria ad Nives” ha continuato a sviluppare la propria progettualità nel rispetto della sua identità educativa, dimostrando ulteriormente le potenzialità della scuola nell’ambito della “cultura dell’autonomia” (Dir.252/98), che peraltro nella tradizione della nostra scuola era già ampiamente affermata nell’ottica della libertà di educazione.

            La promozione di  progetti diversificati  e di iniziative complementari ed integrative (Dir.133/96) è volta a soddisfare le esigenze formative degli alunni e delle loro famiglie. Spaziando dalla seconda lingua straniera ai corsi di informatica, la scuola offre un sicuro arricchimento culturale, applicando i criteri della flessibilità organizzativa e didattica in vista del successo formativo. Classi aperte, moduli didattici, compresenze interdisciplinari, uso delle moderne tecnologie, sono alcune strategie didattiche sfruttate nell’insegnamento delle diverse discipline. Le attività integrative consentono inoltre di recuperare nell'ambito del 20% previsto dal Regolamento dell'Autonomia i cinque minuti giornalieri  non previsti nell'orario delle lezioni del mattino.

            Le iscrizioni alle classi prime si aprono con l’inizio del nuovo anno scolastico e vengono chiuse al momento del completamento dei posti disponibili nelle due sezioni, anche dove ciò non dovesse coincidere con il termine delle iscrizioni previsto dal Ministero. Solo in casi eccezionali è prevista l’attivazione di una terza classe collaterale.

All’atto delle iscrizioni si garantisce la possibilità di proseguire in continuità il percorso iniziato nel grado precedente di studi agli alunni che provengono dalle Scuole Primarie della Congregazione, pur nel rispetto dell’ordine di arrivo delle iscrizioni e dei criteri legati alla didattica ed alla formazione di gruppi classe quanto più possibile omogenei riguardo alle valutazioni riportate in uscita dalla Scuola Primaria, il sesso degli allievi, la presenza di alunni in difficoltà all’interno della classe.

A fronte di un numero cospicuo di iscritti provenienti dalla stessa classe di Scuola Primaria si procede – ove lo si ritenga opportuno – alla suddivisione in sottogruppi nelle diverse sezioni, tenendo conto per quanto possibile delle richieste delle famiglie (le richieste di stare con un compagno, possibilmente reciproche, saranno accolte per gruppi di almeno due allievi e comunque purché non contrastino con i punti precedenti) espresse in ordine di priorità.

 

3.2. Lo studente al centro dell'attenzione

 

Il Collegio Docenti rimanda all’osservazione delle Indicazioni Ministeriali per quanto riguarda l’individuazione degli obiettivi didattici che emergono da ogni disciplina secondo una progressione di sviluppo che segua la crescita del ragazzo.

Al centro della programmazione è necessario operare un nesso chiaro tra obiettivi educativi generali e obiettivi didattici disciplinari, verificando contenuti e metodi delle materie in riferimento alla preoccupazione educativa.

            La programmazione didattica delinea il percorso formativo della classe e viene definita in base alle caratteristiche della classe, tenendo conto delle esigenze degli alunni e dei relativi ritmi di apprendimento; l’attivazione di percorsi individualizzati è funzionale al raggiungimento del successo formativo.

            Durante l’anno scolastico – che comprende il monte ore previsto dalla normativa vigente - vengono perciò attivati momenti di integrazione, di recupero e di sostegno, secondo le indicazioni degli insegnanti; particolare attenzione viene rivolta anche al rinforzo motivazionale e all’impostazione di un metodo di studio corretto, necessario soprattutto per il proseguimento degli studi.

 

3.3. La cultura umanistico-scientifica ed i saperi di base

 

            Nel panorama delle attuali riforme scolastiche, la Scuola Secondaria di I grado “S. Maria ad Nives” intende offrire un’ampia gamma non solo di “discipline”, quanto di “saperi”. E’ ormai ampiamente riconosciuto il valore degli studi umanistici e scientifici, specie quando sappiano interagire tra loro in un sapiente equilibrio. La Scuola è in grado di offrire una panoramica di discipline in linea con i più recenti curricoli scolastici, fornendo agli studenti le conoscenze di base delle diverse materie e soprattutto un adeguato metodo conoscitivo, le competenze e le capacità necessarie ad affrontare un corso di studi superiore.

            Gli aspetti peculiari della Legge n. 53/2003 e dei relativi Decreti e Circolari attuative trovano corrispondenza nella tradizione educativa della Scuola, che - come ampiamente documentano il Progetto Educativo ed il POF - da sempre pone attenzione alla persona, al rapporto con le famiglie, al costante contatto tra l’apprendimento ed il vissuto degli alunni, insieme all’apertura alle nuove tecnologie ed a una preparazione al passo con i tempi.

            Le riforme di questo segmento di Scuola  non ci colgono impreparati ma consapevoli dell’impegno richiesto alla professionalità di chi, insieme alle famiglie, lavora nella Scuola per l’amore che porta al Destino dei ragazzi. La scuola secondaria di I grado è Scuola dell’educazione integrale della persona e della relazione educativa, Scuola dell’identità, della motivazione e del significato, Scuola orientativa, che colloca nel mondo, Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi. Il motto dell’Istituto “S. Maria ad Nives” – “Saper essere per saper fare” – trova in questo tutta la sua pienezza. In tale direzione il Curriculum è uno degli spazi privilegiati della collaborazione tra Scuola e Famiglia, nell’intento di porre al primo posto l’unità del soggetto discente.

La nostra scuola ritiene, come del resto già testimoniato dalla lunga tradizione del nostro Istituto, - attraverso le proprie capacità, abilità, conoscenze, le persone e gli strumenti offerti  - di poter individuare le seguenti priorità:

-          sarà cura particolare della scuola che il ragazzo sviluppi in positivo la domanda sul senso della vita  e riconosca e apprezzi il senso del bello. Sarà quindi in condizione di porsi le grandi domande sul mondo, sulle cose, su di sé e sugli altri, sulla realtà, nel tentativo di trovare un senso che dia loro unità e giustificazione;

-          tale meta è raggiungibile nella misura in cui egli abbia acquisito la capacità di riflettere su se stesso, gestendo il proprio processo di crescita anche attraverso l’aiuto dell’adulto, affinché esprima un modo personale di essere , proponendolo anche ad altri. Sarà così condotto a riconoscere i diversi aspetti della propria persona, ad acquisire la consapevolezza della loro interdipendenza al fine di raggiungere un equilibrio personale sano e propositivo per i progetti del presente e del futuro anche alla luce delle indicazioni derivate dai grandi valori spirituali che ispirano la convivenza civile;

-            il percorso compiuto lo condurrà ad affrontare e risolvere i problemi che di volta in volta incontra, interagendo con l’ambiente sociale e naturale al punto da influenzarlo (al punto da essere incidente) in modo positivo. Sarà aiutato a riflettere con spirito critico sia nelle affermazioni in genere, sia nelle considerazioni necessarie per prendere una decisione al fine di condurlo anche ad una sempre maggiore disponibilità al rapporto di collaborazione con gli altri, per contribuire alla costruzione di una società più umana e responsabile.

 

L’educazione alla Convivenza civile non costituisce una disciplina e sé stante, ma si concretizza in un’offerta di attività educative e didattiche unitarie a cui concorrono i docenti del gruppo classe. La didattica laboratoriale diventa quindi una metodologia oltremodo opportuna per creare ambienti di apprendimento integrati all’interno dei quali le varie discipline si intrecciano con le “educazioni”.

Le attività opzionali e l’importanza attribuita all’insegnamento delle lingue e dell’informatica (quest’ultima non considerata come materia aggiuntiva ma come strumento da utilizzare all’interno delle attività educative e didattiche) trovano posto all’interno di tutto ciò che la Scuola ha sempre offerto attraverso l’ampliamento dell’offerta formativa: particolare rilievo attraverso si intende dare alle attività facoltative opzionali, inserite all’interno della scheda di valutazione.

 

3.4 Il curricolo della Scuola Secondaria di primo grado

 

La frequenza è dal lunedì al venerdì: le lezioni si svolgono con orario  8.00/13.30 nei giorni rimanenti. Le materie e l’orario di insegnamento sono quelli previsti dagli ordinamenti in vigore, con una frequenza prevista di 30 ore settimanali, suddivise per le diverse materie secondo la tabella seguente:

 

 

 

Classi I-II-III

religione

1

italiano

6

storia-geografia

4

matematica-scienze

6

tecnologia

2

inglese

3

francese

2

arte e immagine

2

musica

2

corpo movimento e sport

2

totale ore settimanali

30

 

Il Collegio dei Docenti assegna all’inizio di ogni anno in particolare agli insegnanti di tecnologia e matematica il compito di svolgere almeno 8 ore dedicata specificatamente al laboratorio di informatica anche ai fini della valutazione nello scrutinio finale.

 

3.5 Il piano di lavoro annuale

 

            Ogni anno i Consigli di classe fissano gli obiettivi ed il metodo nel rispetto delle finalità tipiche di ogni disciplina, riflettendo sul modo in cui ciascuna di esse concorre alla formazione della persona. Le spiegazioni sono assidue e le frequenti verifiche sono finalizzate ad accertare non solo il profitto, ma anche la resa personale nella disciplina studiata. I riferimenti interdisciplinari sono finalizzati a far percepire e acquisire all’alunno l’unità del sapere. Lo sforzo di applicazione è proposto con decisione, ma senza rigidità, ed è quasi sempre sostenuto dalla soddisfazione affettiva offerta dal contesto ambientale. La cultura viene consolidata attraverso l’apprendimento di un metodo che offra allo studente la capacità di interagire positivamente con la complessità che lo circonda.

            Le innovazioni metodologiche e didattiche comprendono anche attività di tipo laboratoriale e sono volte a migliorare le modalità dell’apprendimento e dell’insegnamento; comprendono tra l’altro:

·         corsi di sostegno e recupero;

·         insegnamento interdisciplinare del metodo di studio;

·         introduzione graduale delle metodologie informatiche e multimediale;

·         un corso di potenziamento logico-linguistico: insegnamento del latino a partire dalla classe seconda nell'ambito dell'insegnamento della grammatica italiana;

·         differenziazione dei programmi e/o consulenza psicologica nei casi di disagio grave, con il coinvolgimento della famiglia.

·         occasioni studiate per proporre all'alunno alcuni segni culturali, espressivi, solidaristici anche in rapporto con gli Enti e le Associazioni culturali sul territorio come esemplificazione dei contenuti insegnati, in modo che li riconosca nell'esperienza e li viva da protagonista.

 

            Il piano di lavoro annuale è illustrato ogni anno da parte dei docenti ai genitori delle classi ed è sottoposto sistematicamente a momenti di verifica e di valutazione dei risultati al fine di adeguare l’azione didattica alle esigenze che emergono in itinere. Copia del piano di lavoro è depositata presso la Segreteria della Scuola. Le famiglie sono informate del profitto e del comportamento degli allievi. I genitori sono avvertiti e invitati a colloquio dagli insegnanti o dal Dirigente scolastico in presenza di casi difficili o di deficit gravi di preparazione. Sono previsti, oltre ai classici ricevimenti individuali, momenti di assemblea per le famiglie e gli insegnanti di una stessa classe. Le pagelle sono consegnate direttamente ai genitori e commentate in loro presenza. La scelta di consegnare agli alunni ed alle famiglie una pagellina  infraquadrimestrale consente una migliore comunicazione scuola-famiglia. In anticipo rispetto all’attuazione della Riforma il C.D. ha deliberato  di valutare anche la condotta - considerata un valido strumento per l’accompagnamento dell’alunno nel percorso educativo - all’interno della scheda di valutazione infraquadrimestrale e quadrimestrale.

 

 

3.6 Le materie ed i criteri di scelta dei contenuti - le attività facoltative/opzionali

 

            I contenuti disciplinari fanno riferimento alle Nuove Indicazioni Nazionali: le scelte all’interno dei contenuti trovano la loro giustificazione culturale e didattica sulla base della tradizione cristiana e scolastica italiana.

Nell'ottica di una formazione integrale della persona trova la propria collocazione lo specifico delle varie discipline: attraverso lo studio infatti i ragazzi sono condotti a stare di fronte a se stessi  e alla realtà che li circonda con un atteggiamento di stupore e di domanda, per riconoscere nella positività e nella bellezza del Creato i segni della presenza di Dio nel mondo.

All’atto dell’iscrizione le famiglie sono tenute ad indicare la scelta effettuata tra le attività facoltative/opzionali che la Scuola è tenuta ad offrire sulla base delle richieste e delle proprie possibilità organizzative. Le attività che annualmente sono offerte dall’Istituto “S. Maria ad Nives” sulla base di una domanda/offerta consolidata dall’esperienza sono le seguenti:

1.       studio pomeridiano

2.       attività sportiva (e settimana bianca)

3.       laboratorio di informatica

4.       laboratorio di lingue

5.       laboratorio di arte, recitazione e canto

 

Le attività facoltative/opzionali (da una a quattro o più ore settimanali, scelte dalla famiglia e dall’alunno insieme agli insegnanti) trovano la loro collocazione, secondo le modalità organizzative proposte dalla Scuola, in orario pomeridiano.

           

ITALIANO

L'insegnamento, in continuità con la scuola primaria, s'incarica di assumere e consolidare la lingua comune d'uso ordinario nella sua forma normativa stabilizzata e di avviare le procedure d'interpretazione e invenzione - nel senso e della scoperta e della creazione - di testi, tra i quali quello letterario riveste un'importanza irrinunciabile in ordine alla trasmissione dei significati ultimi dell'umana esistenza. La lingua, infatti, è lo strumento che solo l'essere umano possiede per attestare il suo rapporto con la realtà  e per strutturare e comunicare il pensiero.

 

STORIA

La conoscenza della Storia è un’avventura, una scoperta, ma soprattutto è un incontro. E’ una lezione di umanità dove il ragazzo coglie la molteplicità e la complessità della realtà e scopre la grandezza della creatività dell’uomo , che nei secoli ha saputo adattarsi all’ambiente creare forme intelligenti di socialità. Obiettivi:

  • l’incontro con uomini che con il loro contributo originale di libertà, di intelligenza e operatività hanno modellato gli avvenimenti di cui sono stati protagonisti
  • il riconoscimento di quegli aspetti della civiltà che rivelano la permanenza nel tempo di quel bisogno di senso e di compimento che ci accomuna ad ogni uomo e ci distingue da resto del creato.
  • il favorire la coscienza di sé come soggetto libero posto in un’esperienza di popolo, erede di un lascito da (ri)vivere nel presente.

 

GEOGRAFIA

 

La geografia si configura come lo studio delle interrelazioni che avvengono in un dato territorio. In particolare nella Scuola Secondaria di I grado l’attenzione si concentra sul rapporto di interdipendenza tra fattori fisici dell’ambiente e di reciproca influenza tra l’uomo e l’ambiente stesso. La disciplina di geografia si prefigge di :

  • condurre il ragazzo,nell’arco del triennio,ad orientarsi nella geografia mondiale, partendo da ciò che gli è più vicino, sia fisicamente sia culturalmente, e quindi termine di confronto per comprendere quanto è più lontano.
  • promuovere proficue connessioni con altre materie: è di sostegno allo studio della storia perché fornisce una base di conoscenza adeguata allo studio dell’insediamento umano; si integra con le scienze naturali laddove prende in considerazione i fattori costitutivi del territorio.
  • favorire lo studio dei Paesi anglofoni e francofoni  per permettere una più sicura conoscenza della loro cultura e civiltà.

 

LINGUA STRANIERA

Il possesso della lingua straniera deve essere conseguito in termini di competenza comunicativa, che non deve però essere considerata una mera competenza linguistica. Incontrando un'altra cultura tramite la lingua di apprendimento il discente è portato a metterla in relazione con la propria cultura madre diventandone così più criticamente e profondamente cosciente attraverso i seguenti obiettivi:

  • promuovere la consapevolezza di appartenere a una cultura europea con radici antiche e destini comuni
  • concorrere alla maturazione del discente dilatando in lui l'orizzonte mentale
  • accrescere la disponibilità all’incontro con l’altro nella sua diversità linguistica e culturale

 

MATEMATICA

Attraverso la matematica il ragazzo impara ad utilizzare la ragione in modo appropriato con l'introduzione e lo sviluppo di processi di analisi, sintesi, formulazione ed astrazione per scoprire i nessi e le relazioni tra le cose, favorendo lo sviluppo di una mentalità critica per potersi porre in ascolto della realtà in modo consapevole ed autonomo. Attraverso i seguenti obiettivi la disciplina conduce il ragazzo ad usare la ragione come uno degli strumenti per incontrare la realtà, riflettendo su di essa per coglierne soprattutto l'aspetto di ordine e perfezione:

  • Osservare la realtà nei suoi fenomeni anche complessi per riconoscervi - anche tramite l'impiego di appositi strumenti matematici - relazioni tra oggetti, grandezze, regolarità, leggi, differenze, invarianze o modificazioni
  • Saper individuare una situazione problematica, analizzarla, impostare i procedimenti per trovare le soluzioni
  • Utilizzare il linguaggio e i simboli della matematica (numeri, figure, misure, grafici) per indagare con metodo le cause di fenomeni problematici, spiegarli e rappresentarli.

 

SCIENZE CHIMICHE, FISICHE, NATURALI

Attraverso lo studio delle scienze il ragazzo viene condotto a stare di fronte alla realtà che lo circonda per riconoscerne la bellezza ed acquisire un senso di rispetto e responsabilità nei confronti delle risorse naturali ed umane. Mediante la  conoscenza di un aspetto della realtà naturale, attraverso i seguenti obiettivi, il ragazzo pone la sua esperienza  di fronte alla vastità delle dimensioni del reale, divenendo più consapevole di sé e del suo destino e più aperto alla novità:

  • Sviluppare la capacità dell'osservazione e della descrizione della realtà naturale per spiegare i fenomeni attraverso il metodo sperimentale e conoscere le leggi che sottendono ai fenomeni stessi
  • Conoscere il proprio corpo e individuare le sue  interazioni con l'ambiente, per riconoscere la dignità e la bellezza della realtà corporale e giungere ad una accettazione di sé e dell'altro
  • Suggerire idee e soluzioni per lo svolgimento di piccoli esperimenti. Essere consapevoli che i concetti scientifici necessitano di definizioni operative che si basano su esperienze condivise in un rapporto di collaborazione.

 

TECNOLOGIA

Attraverso i seguenti obiettivi la materia concorre alla maturazione armonica della persona mediante la scoperta della realtà, grazie alla quale il ragazzo diviene capace di utilizzare l'osservazione come strumento di conoscenza per imparare a servirsi di quanto appreso:

  • Osservare la realtà per conoscere
  • Descrivere e rappresenta attraverso modalità differenti
  • Individuare grandezze significative e unità di misura
  • Effettuare misurazioni usando correttamente gli strumenti.

 

MUSICA

Finalità principale della materia “Educazione Musicale” è quella di far conoscere all’alunno i molteplici aspetti della musica. E’ certamente successivo il passaggio all’insegnamento della materia vera e propria in modo diretto o trasversale, in quanto l’obiettivo essenziale rimane far capire il punto di arrivo che si intende raggiungere. Sicuramente appassionare il ragazzo alla musica è il primo passo e lo si può raggiungere accostandosi al genere musicale del ragazzo stesso,  cogliendo così ogni possibile aggancio per approdare alla didattica partendo  dal suo vissuto. Fondamentale è la conoscenza della scrittura musicale. Obiettivi:

·         destare la passione per la musica attraverso la conoscenza dei suoi molteplici aspetti

·         educare l’orecchio attraverso l’ascolto attivo e la pratica su uno strumento

·         promuovere l’autonomia nella codifica dello spartito e nella sua effettiva realizzazione sonora.

 

ARTE E IMMAGINE

La materia si propone un forte intervento comunicativo e contribuisce alla consapevolezza che l’arte unisce alla dimensione intellettuale una profonda dinamica interiore nella ricerca del senso estetico della vita. Inoltre attraverso precise modalità induce ad analizzare gli aspetti iconici della realtà per selezionare modelli, punti di vista, analogie e sfaccettature del reale, arrivando ad esprimere un personale modo di essere per proporlo agli altri. Infine procura legami con il patrimonio storico-artistico ai fini di una consapevole valorizzazione della tradizione del territorio in relazione a nuovi progetti. Questi gli obiettivi generali:

  • Comprendere le relazioni tra realtà e diverse forme di raffigurazione
  • Inventare e produrre messaggi visivi con l’uso di materiali diversi
  • Analizzare opere d’arte in contesti diversi.

 

CORPO MOVIMENTO E SPORT

Attraverso i seguenti obiettivi la materia conduce il ragazzo verso la conoscenza di sè e lo sviluppo delle capacità espressive,  percettive e motorie del proprio corpo:

·         Conoscere, rispettare e utilizzare il proprio corpo e il suo linguaggio per esprimere se stessi e comunicare con gli altri in modo consapevole, personale, creativo e per avvicinarsi alla pratica sportiva come costume di vita

  • Promuovere un equilibrato ed armonico sviluppo della persona attraverso l’attività motorio espressiva, il gioco organizzato e la pratica sportiva individuale e di squadra
  • promuovere le capacità di osservazione, di analisi e di critica attraverso la relazione con gli altri

 

 

3.7 Aspetti peculiari

 

UNITA' DI APPRENDIMENTO (U.A.)

Le unità di apprendimento vengono elaborate dai docenti delle diverse materie, che partecipano insieme anche alla progettazione e realizzazione di U.A. interdisciplinari.

Ogni singola unità viene proposta a tutti gli alunni e contiene uno o più obiettivi formativi -coerenti con il POF e con il curriculum- individuati a partire dalla reale situazione dei ragazzi, secondo l'ottica di un’attenzione privilegiata alla persona: in questo senso l'obiettivo formativo ha sempre carattere unitario, deve intersecare effettivamente capacità già disponibili dei ragazzi ed essere significativo per il loro processo educativo. L'unità di apprendimento è la modalità attraverso la quale i diversi obiettivi formativi adatti agli alunni vengono declinati assieme alle attività, ai metodi e alle soluzioni organizzative e modalità di verifica necessarie per trasformarli in reali competenze di ciascuno.

 

DIDATTICA LABORATORIALE

Il laboratorio è inteso come modalità di apprendimento prima che come spazio attrezzato. Ha perciò il compito di favorire il collegamento tra il sapere (la conoscenza) ed il fare (l'agire) per concretizzare la dimensione formativa ed educativa dell'apprendimento, perché costruire opere significa dare testimonianza del lavoro mentale eseguito e rendere pubblica l'attività cognitiva.

Il laboratorio è inserito (e non aggiunto) nelle attività educative e didattiche sia obbligatorie che opzionali in quanto attività  coinvolgente (e per questo anche interdisciplinare) ed informativa nei confronti della famiglia e del territorio, che consente di conoscere e utilizzare esperti e risorse territoriali ed operare un procedimento di ricerca-azione. Il tutto in un ambiente di apprendimento progettuale, che consente anche di affrontare gli argomenti in modo più approfondito e completo.

 

COORDINATORE DI CLASSE

 

Il docente coordinatore  lavora in équipe con tutti i soggetti del percorso formativo -  docenti, famiglie, studenti - favorendo fra essi la comunicazione, mettendo ciascuno in grado di esprimere la propria soggettività e il proprio ruolo. Orienta i ragazzi rispetto alle scelte del proprio percorso educativo e, raccogliendo le osservazioni  di tutte le figure coinvolte nel processo formativo, favorisce il dialogo diretto con i genitori.

 

3.8 Il progetto di sviluppo delle tecnologie multimediali

 

Il processo di innovazione che ha trasformato la scuola italiana negli ultimi anni anche grazie allo sviluppo delle tecnologie didattiche non ha trovato impreparata la Scuola Secondaria di I grado “S. Maria ad Nives”, che già da tempo ha inserito il linguaggio informatico all’interno della didattica. Il passaggio avviene sia con appositi corsi di informatica (extracurricolari) sia con l’inserimento dell’informatica e della multimedialità all’interno della didattica tradizionale (v. Progetto Didattica multimediale, Appendice ), anche al fine del conseguimento della Patente ECDL.

Il nostro Istituto possiede già da tempo sia per il Liceo che per la Scuola Secondaria di I grado strumenti tecnologici di tipo più tradizionale (diapo-proiettore, episcopio, lavagna luminosa, hi-fi) ed un’aula laboratorio composta di computers multimediali (collegati in rete ed in internet) con annesso uso di televisore, videoregistratore, videoproiettore. Negli anni scorsi è stata accordata a questa Scuola la richiesta di contributo ai sensi del D.M. n.261 dell’8.6.1998 per l’allestimento di postazioni multimediali per gli insegnanti, al fine di  favorire un approccio all’insegnamento basato sull’uso integrato delle Nuove Tecnologie (C.M. n.282/97, progetto 1a). Ciò costituisce, insieme alla partecipazione al Progetto “T.I.C.”, un’ulteriore opportunità per gli insegnanti, al fine di perfezionare le proprie conoscenze e operatività nell’ambito della didattica multimediale.

 

3.9 La verifica e la valutazione

 

La verifica dell’apprendimento avviene attraverso criteri oggettivi, trasparenti, docimologicamente determinati. Una grande importanza acquistano le valutazioni iniziali, le cosiddette “prove d’ingresso”, che permettono agli insegnanti di pianificare il lavoro in aula secondo le caratteristiche effettive della classe. Nel corso dell’anno scolastico le verifiche “in itinere” permettono un regolare riscontro delle conoscenze acquisite e permettono la tempestività del recupero individualizzato.

            I criteri fondamentali che devono essere tenuti presenti sono:

·         il livello di preparazione di partenza;

·         le attitudini e le capacità dimostrate;

·         l’acquisizione delle abilità richieste dalle singole discipline;

·         l’impegno e la volontà emersi;

·         il carattere in via di formazione;

·         la fiducia e la stima nei confronti dei valori della proposta educativa della scuola;

·         il livello di partecipazione alla vita della classe;

·         il risultato finale concepito in modo “aperto”.

            Le verifiche e le interrogazioni sono svolte in modo tale da identificare le abilità specifiche differenziate secondo le capacità.

 

 

4. GLI INTERVENTI EDUCATIVI E L’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA

4.1 L’accoglienza e l’open day

 

Sentirsi accolti è una delle esperienze più importanti per ogni ragazzo: diventare grandi significa costruire se stessi come persone con una identità ben definita e capace di costruire una positiva trama di rapporti.

Al tema dell’accoglienza (v. C.M.240/91) intrinseco in ogni momento della vita della scuola, viene dedicato ampio spazio soprattutto all’inizio dell’anno scolastico. La prima mattinata di scuola è un momento privilegiato a tale scopo. E’ infatti importante che ciascuno si senta accolto personalmente: solo quando un ragazzo si sente guidato come un tu può rispondere positivamente a che gli sta di fronte.

Al fine di tradurre in pratica le finalità e gli obiettivi sopraesposti, il progetto accoglienza è scandito in un complesso organico e coerente di iniziative: conoscenza dell’ambiente, incontro con i ragazzi delle ultime classi, colloquio iniziale con gli insegnanti, metodo di studio.

L’open day è un’occasione di incontro in cui la scuola si racconta. Nell’ambito di una giornata la Scuola Secondaria di I grado si propone, come espressione culturale, al territorio per fare conoscere il tipo di lavoro, le proposte e le attività intraprese per coordinare il tema dell’educazione alle esigenze conoscitive degli allievi. L’organizzazione della giornata prende avvio dai consigli di classe con precise scadenze di orari e contenuti. Ogni gruppo tematico stabilisce un ambito ed uno spazio fisico in cui inserire e proporre ricerche e laboratori delle singole discipline a classi aperte, coordinate gestite ed illustrate in collaborazione insegnanti/allievi. L’open day è un momento di incontro con i genitori che vogliono essere informati sul divenire dei propri figli nell’esemplificazione di idee innovative sulla didattica e sul processo di insegnamento e apprendimento.

 

4.2 Le iniziative di continuità e di orientamento

 

L’orientamento è essenzialmente attenzione alla persona nella sua globalità, p proposta di vita da parte dell’adulto che provoca, suscita interrogativi e fa nascere la domanda sulla propria vita e quindi sul futuro. L’orientamento è quindi prima di tutto la scoperta di sé come persona, poi delle proprie potenzialità e capacità: è l’espressione del lavoro educativo collegiale teso a far emergere INTERESSI ATTITUDINI E CAPACITÀ. Si propone quanto segue:

n    incontri con adulti che vivono un’esperienza positiva di lavoro;

n    incontri con studenti di scuola superiore;

n    uscite e visite a carattere informativo tese a far conoscere le diverse possibilità che la scuola italiana propone.

A partire da quanto è già operativo all’interno di ogni classe:

n    terzo anno: lavoro di carattere informativo: contatti con alunni di scuola superiore, informazioni su quanto esistente;

n    secondo anno: dai test d’ingresso elementi utili ad individuare capacità reali;

n    primo anno: creare una piccola e semplice scheda che aiuti nel colloquio con le famiglie.

 

4.3 Recupero e approfondimento

 

Il Collegio Docenti ha cercato di individuare un metodo preventivo  che consenta agli alunni di recuperare, sviluppare e potenziare in itinere le varie conoscenze. Tale metodo si avvale, oltre che delle  verifiche formative al termine di ogni unità didattica, delle attività previste dal Collegio Docenti nel  quadro dell’ampliamento dell’offerta formativa, in particolare di un corso pomeridiano nel quale gli alunni possono usufruire di uno studio guidato, seguito da un insegnante, sulle materie della giornata e/o di un recupero o potenziamento, per ambiti disciplinari ed in giorni prestabiliti.

Nell’ambito delle ore curricolari si porrà particolare attenzione al metodo di studio ed alle verifiche formative, attraverso le quali si potranno attuare sia recupero che potenziamento adottando forme  di flessibilità che consentano, ad esempio,  di procedere a classi parallele o di usufruire di ore di compresenza.

 

4.4 Lo strumento linguistico come risorsa per il successo scolastico ed il potenziamento delle abilità

 

Ciascun allievo ha diritto di godere delle migliori opportunità per la sua crescita culturale attraverso l’utilizzo dell’educazione linguistica come fattore di sviluppo armonico della personalità del preadolescente, in un’ottica di interdisciplinarità L1-L2-L3. La conoscenza della lingua straniera potrà offrire maggiori opportunità anche per una migliore padronanza della lingua madre: già da anni hanno preso avvio i corsi facoltativi/opzionali per il potenziamento della seconda lingua comunitaria e la certificazione Trinity.

 

4.5 Visite didattiche, viaggi di istruzione, vacanze studio all’estero

 

Tali attività sono progettate in funzione del perfezionamento del curriculum quali gesti significativi di rinforzo all’apprendimento ed in funzione dell’educazione alla socialità e completano l’iter educativo come risposta all’insieme dei bisogni dell’alunno.

L’uscita didattica ed il viaggio d’istruzione costituiscono momenti privilegiati per introdursi alla realtà e verificare contenuti ed abilità acquisiti. Le uscite sul territorio si propongono come occasione per incontrare realtà diverse, personaggi o contenuti connessi all’attività didattica ed accompagnano i ragazzi durante l’intero anno scolastico. I viaggi d’istruzione  e le vacanze studio all’estero consistono invece nel trascorrere uno o più giorni in località stabilite per incontrare un preciso ambiente e percorrere un itinerario  appositamente elaborato in rapporto alla classe.

 

4.6 Lo sport, la settimana bianca e i campi estivi; le attività espressive, le “educazioni”

(si vedano anche per le attività facoltative/opzionali i punti 3.4 e 3.7)

 

L’attività sportiva rappresenta uno dei mezzi per la formazione globale della personalità degli allievi. Essa, in tutte le sue manifestazioni (gioco – sport, attività pre-sportiva, attività sportiva, sport per tutti) rappresenta una delle forme dell’attività motoria ed in particolare quella che favorisce e sviluppa nei giovani processi di socializzazione, valutazione ed autovalutazione. L’educazione fisica persegue infatti lo sviluppo di tutte le qualità di ciascun allievo nelle diverse aree della personalità, cioè la formazione globale del soggetto sulla base del suo “potenziale personale”. Le attività sportive intese come pratica disciplinare e competizione ludica prima e di avviamento alla pratica sportiva poi sono presenti nella scuola secondaria di primo grado, sia attraverso l’applicazione dei vigenti programmi ministeriali che attraverso lo svolgimento dei giochi sportivi studenteschi. Lo “sport a scuola” quindi, cerca di costruire un percorso educativo nel quale la cultura e la pratica sportiva possono diventare:

·         percorso di benessere psico – fisico da utilizzare in tutti i momenti della vita scolastica

·         momento di confronto sportivo

·         strumento di attrazione per i giovani

·         strumento di diffusione dei valori positivi dello sport.

 

Tra le opportunità offerte agli studenti in orario pomeridiano si inseriscono le iniziative proposte - all’interno del Centro Sportivo Scolastico attivato presso l’Istituto - dal Progetto “Campus(v. Appendice) e dall’Associazione Polisportiva “S. Maria ad Nives”, nata per offrire a studenti e genitori di tutte le Scuole della Congregazione sul territorio l’opportunità di ritrovarsi in occasione di partite di pallavolo, incontri di  judo, allenamenti in vista delle gare, tornei (lo Statuto dell’Associazione è depositato presso la Segreteria dell’Istituto).

 

Ogni anno nel mese di febbraio, per favorire la partecipazione degli alunni alla settimana bianca organizzata dalla Scuola (durante la quale oltre all’attività sportiva (sci) si alternano momenti di studio e momenti di attività ricreativa) o a quella con la famiglia, si attua in tale periodo il cosiddetto “stop didattico”.

La Congregazione organizza inoltre i campi estivi, offerti agli alunni come preziosi momenti di crescita e condivisione.

 

Sempre nell’ambito degli approfondimenti ma previste in orario curricolare  applicando la flessibilità sono inoltre proposte le seguenti iniziative:

·         mattinate dedicate ad un solo nucleo tematico

·         visite guidate a mostre, musei e laboratori

·         visione ed ascolto di opere teatrali (prosa e lirica)

·         conferenze su temi emergenti dell’educazione del preadolescente;

·         supporto di esperti per lo svolgimento di interventi educativi e la realizzazione di progetti, tra i quali quelli relativi all’ educazione alla solidarietà, all’educazione alimentare e alla salute (Dir. 600/96), educazione stradale, ambientale ecc.

 

Le attività espressive pongono una solida base per creare rapporti e connessioni tra il sapere  inteso come comunicazione ed il creare quale espressione della propria interiorità. Pertanto si offre agli studenti la possibilità di accostarsi all'esperienza del laboratorio "Atelier" (v. Appendice), del Laboratorio di “Recitazione” (v. Appendice) e di quello di “Musica e Canto Corale(v. Appendice) per riappropriarsi di un tempo in cui realizzare e riconoscere la propria identità, come pure alla partecipazione agli eventi culturali (spettacoli, mostre, ecc.) promossi dalla Scuola.

 

4.7  Gli incontri formativi

 

Sono previsti in orario extracurricolare anche incontri finalizzati ad offrire agli alunni che lo desiderano l’opportunità di una maggiore conoscenza di sé alla luce dei contenuti dei testi scritturistici che accostano all’interno delle ore di religione.

 

4.8 La proposta formativa rivolta alle famiglie

 

I genitori insieme ai docenti e agli alunni sono protagoniste e responsabili nell’attuazione dell’offerta formativa nell’ambito degli organi e delle procedure vigenti. Essi anche se fisicamente esterni hanno un ruolo non meno importante nel processo scolastico e formativo dei propri figli.

Il Collegio Docenti e il Consiglio d’Istituto nel quadro di un’organica programmazione organizzano per i genitori incontri culturali ed educativi in relazione ai percorsi ed alle scelte operate nell’ambito dell’offerta formativa tali da rispondere in modo soddisfacente ai bisogni ed alle attese.

Altresì organizzano iniziative per educare alla socialità, alla solidarietà ed alla creatività (festa della scuola,  ecc.) nelle quali emergono momenti di convivenza per tutta la comunità educante: docenti, famiglie, alunni.

 

 

5. I SOGGETTI IN AZIONE

5.1 L’organizzazione (v. Organigramma in Allegato)

 

Le esigenze che una società tecnologicamente avanzata, in rapida e continua trasformazione, pone nei confronti dell’istituzione scolastica e soprattutto nei riguardi di una scolarità ormai diventata fenomeno di massa, non sono esclusivamente riconducibili alla trasmissione di un sapere rigido e codificato che presuma di essere esaustivo. Mai come in questi ultimi anni è apparsa chiara la distanza che separa il livello di istruzione inteso in primis come insieme di competenze culturali e di preparazione professionale e la quantità e qualità di abilità e di capacità richieste dalla realtà economico-sociale. Quest’ultima, infatti, sembra porre un’istanza precisa: chiunque desideri inserirsi attivamente nel ciclo produttivo, progettando per sé la possibilità di assumere ruoli di responsabilità, deve possedere una formazione culturale e professionale che lo metta in grado di affrontare la complessità, individuandone le dinamiche e interagendo positivamente con esse; deve cioè avere la capacità di mantenersi in sintonia con le sempre nuove modificazioni e anche con le più brusche riconversioni, la duttilità nel passare da un gruppo all’altro di regole e procedure, l’abilità di orientarsi nei diversi flussi di informazione, nonché l’attitudine a destreggiarsi tra differenti possibilità alternative.

In questo innegabile contesto socioculturale tuttavia come Scuola Cattolica, con l’umiltà di chi si sente inviato per una missione nella Chiesa, la Comunità educante non si adegua passivamente a questa sorta di “potere globale”, ma lo personalizza con la freschezza dell’annuncio evangelico, che le dà discernimento nell’avvicendarsi degli eventi e la rende capace di offrire la cultura vivificata dalla Sapienza che orienta i giovani, nella complessa e variegata società di oggi, a scegliere i valori autentici ed intramontabili.

 

5.2 La Coordinatrice e i collaboratori

 

La Coordinatrice è un docente abilitato, nominato secondo le norme della Congregazione, ed ha compiti e funzioni relativi alla conduzione didattica della scuola come definiti dalla vigente legislazione scolastica nazionale, fatte salve le competenze della gestione.

 I collaboratori - oltre alla Segretaria ed all'Economa, incaricate dal Gestore - sono insegnanti della scuola che si fanno carico volontariamente di un aggravio non indifferente di lavoro, svolgendo mansioni relative essenzialmente al sostegno del lavoro dei docenti e agli interventi e servizi per gli studenti (ruoli identificati dall’attuale normativa con le aree di progetto all’interno del P.O.F. coordinate dai docenti designati a ricoprire le funzioni-obiettivo), in un costante sforzo di aggiornamento, come risulta anche dal Progetto “Ri.S.A.O.” riportato in appendice. Auspichiamo che ulteriori sviluppi nella direzione di un sistema scolastico integrato possano garantire anche alle scuole non statali l’opportunità di gratificare gli sforzi di detti insegnanti con un’equa retribuzione senza aumentare l’onere economico delle famiglie.

 

5.3 Il Consiglio di Istituto

 

Il Consiglio di Istituto - unico per i due ordini di scuola - è strutturato sulla base di un apposito Regolamento interno, fatte salve le competenze della gestione. Esso si ritrova con una periodicità di quattro-cinque volte per anno scolastico e raccoglie la rappresentanza di tutte le componenti della scuola: genitori, docenti, studenti. Secondo quanto stabilito dal Regolamento di Istituto comprende anche un Organo di Garanzia. Ha il compito di collaborare all’animazione della vita scolastica ed extra scolastica, di promuovere forme associative di interesse scolastico, di curare la revisione del bilancio annuale e di rendere operativa la progettualità educativa e didattica della scuola con iniziative destinate a coinvolgere tutti i genitori dell’istituzione. All' interno del Consiglio di Istituto è stato costituito il Comitato di Valutazione ed è presente anche la componente dell' AGeSC.

Il C.d.I. adotta il P.O.F. elaborato dal Collegio dei Docenti, approva gli accordi con altre scuole relativi ad attività didattiche o di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento.

Il C.d.I. ha potere consultivo - fatte salve le competenze del Collegio dei Docenti e dei Consigli di classe - per quanto concerne:

    • L'adozione del Regolamento interno dell'Istituto
    • L'adattamento del calendario scolastico alle esigenze derivanti dal P.O.F. nel rispetto del calendario scolastico regionale
    • I criteri generali per la programmazione e l'attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, complementari, corsi di recupero e sostegno, visite guidate e viaggi di istruzione
    • La promozione di contatti con altre scuole
    • La partecipazione dell'Istituto ad attività culturali, sportive, ricreative di particolare interesse educativo
    • Le forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere assunte dalla scuola.

Il C.d.I. inoltre

-          Esprime, su richiesta del C.D., un parere sulla suddivisione dell'anno scolastico in due o tre periodi ai fini della valutazione degli alunni

-          Indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'adattamento dell'orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali

-          Esprime parere sull'andamento generale, didattico ed amministrativo dell'Istituto

-          Definisce, su proposta del C.D., modalità e criteri per i rapporti con le famiglie e gli studenti

-          Delibera il Progetto proposto dai genitori per favorire la loro partecipazione alle scelte culturali e formative della scuola in relazione all'educazione alla salute e prevenzione dei comportamenti a rischio (C.M. 16.10.96 n.653)

-          Esprime parere in ordine alle iniziative complementari ed integrative

-          Valuta le iniziative riservate agli alunni proposte da Enti esterni.

 

5.4 Il Collegio dei Docenti

 

La collegialità è la modalità principale con cui la realtà del soggetto docente vive una corresponsabilità, un rispondere insieme, in base alla professionalità di ciascuno, ai molteplici bisogni della scuola, ad avere uno sguardo comune decisionale sull’opera. La corresponsabilità non è una distribuzione burocratica di compiti per rendere più efficiente la scuola, ma una sensibilità comune a tutti i docenti, tesi a far diventare esperienza quotidiana visibile la progettualità e il metodo educativo personalmente vissuti, così che possano essere incontrati dagli alunni e verificati dalle famiglie.

Il Collegio dei Docenti è composto dal personale insegnante e presieduto dal Dirigente scolastico; vi fanno capo varie attribuzioni:

    -    elabora il POF

-          ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico della scuola. In particolare cura la programmazione dell’azione educativa al fine di adeguare nell’ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento disciplinare, tonificandoli con l’apertura alla Verità che è Gesù Cristo, Parola fatta Carne e fatta Storia del nostro camminare nel tempo. Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun insegnante;

-          attraverso l'operato di un apposito Comitato di Valutazione eletto all'interno del Collegio stesso valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica;

-          propone iniziative di aggiornamento dei docenti della scuola;

-          esamina, allo scopo di individuarne i mezzi per ogni possibile recupero, le situazioni didattiche deficitarie ed i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe

-          formula proposte al Dirigente Scolastico per la formazione e la composizione delle classi, per la formulazione dello orario e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche

-          provvede all'adozione dei libri di testo e alla scelta tecnica dei sussidi didattici

-          delibera la suddivisione dell'anno scolastico ai fini della valutazione

-          individua le modalità e i criteri di valutazione degli alunni

-          determina i criteri da seguire per lo svolgimento degli scrutini per assicurare omogeneità nelle decisioni dei Consigli di Classe

-          esamina le iniziative complementari e integrative

-          esprime un parere al Dirigente Scolastico sull'organizzazione delle lezioni

-          programma ed attua gli interventi a sostegno degli alunni portatori di handicap

-          valuta ed approva le iniziative riservate agli alunni proposte anche da Enti esterni

 

Il Collegio dei Docenti si riunisce in media quattro volte l’anno, in alcune occasioni insieme a quello del Liceo: al suo interno i docenti referenti, cui fanno capo apposite commissioni,  si occupano di lavori riguardanti competenze specifiche. Per decisione del Collegio dei Docenti ogni anno si programma la disponibilità degli insegnanti ad impegnare le cosiddette “50 ore” previste dal contratto lungo l’anno scolastico anziché nei mesi estivi.

 

5.5 Il Consiglio di Classe

 

E’ composto dai docenti di ogni singola classe ed è presieduto dal Dirigente scolastico affiancato dal Coordinatore. Si riunisce in media sei-otto volte l’anno, con e senza la presenza dei genitori.

Il Consiglio di Classe:

·         formula al Collegio dei Docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica, ad iniziative di sperimentazione ed alle iniziative di integrazione e sostegno;

·         agevola ed estende i rapporti reciproci fra docenti, genitori ed alunni;

·         coinvolge i genitori nel processo di orientamento degli alunni;

·         valuta e accetta le domande di candidati privatisti, di iscrizione per la terza volta alla medesima classe degli alunni non scrutinati per assenze giustificate nello scrutinio finale, di iscrizione di alunni provenienti da altre scuole, di trasferimento di alunni, di dispensa dalla frequenza delle lezioni di lingua straniera agli alunni provenienti da altra scuola ove abbiano studiato una diversa lingua straniera;

·         valuta e approva iniziative riservate agli alunni anche proposte da Enti esterni;

·         determina le prove cui sottoporre gli alunni con imperfezioni fisiche;

·         formula un parere al Collegio dei Docenti in ordine alla scelta dei sussidi didattici nonché alle proposte di adozione dei libri di testo

Esso adempie ad un compito educativo e ad una strategia operativa ben precise, in quanto:

-          è il luogo di un progetto e di un metodo didattico comune che corrisponde alle reali capacità intellettive ed umane della persona di ciascun alunno e declina la progettualità educativa del Collegio Docenti;

-          è il luogo in cui si verifica il cammino educativo-didattico compiuto con la classe;

-          è lo spazio per un lavoro realmente inter-pluridisciplinare;

-          è il luogo in cui si organizzano i rapporti con i genitori della classe;

-          è lo spazio per esercitare sino in fondo la propria professionalità aperta alla dimensione del trascendente;

-          è il luogo ove si esprime al meglio l’attività collaborativa tra i docenti.

Il Consiglio di Classe assolve in particolare i seguenti compiti:

·         prevede il programma generale dell'attività da svolgere nei periodi dell'anno scolastico

·         controlla periodicamente ciò che è stato fatto e i risultati ottenuti

·         verifica l'andamento complessivo dello attività didattica e propone gli opportuni adeguamenti del programma di lavoro

·         in sede di valutazione finale delibera se ammettere o non ammettere alla classe successiva gli alunni della prima e seconda classe, all'esame di Licenza gli alunni della terza classe

·         assolve - con la sola presenza dei docenti - le competenze relative al coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari nonché alla valutazione periodica e finale degli alunni

 

Il Consiglio di Classe è il luogo della progressiva verifica su contenuti, metodi e strumenti del proprio lavoro. Ciò permette un confronto reale che spacca i ruoli, la diversità delle discipline, le difese e le pretese e facilita l’interdisciplinarietà come un reciproco imparare.

L’atteggiamento autovalutativo del docente, in un contesto di serena collaborazione, conduce ad uno sguardo costruttivo sull’alunno, il quale viene valutato, non misurato, e colto nella totalità della sua persona, quindi sempre con un desiderio per il suo bene e la ricerca di un positivo in lui.  La distanza che l’alunno ha dall’obiettivo educativo/didattico deve essere momento di riflessione e ricerca di strategia adeguata affinchè tale distanza sia colmata.

E’ di sempre maggiore attualità l’educazione critica dell’alunno, intesa come verifica del gioco della sua libertà sull’ipotesi educativa che si vuole rischiare con lui nel contesto dell’anno scolastico. Sempre di più ci si accorge che l’alunno apprende e studia se vive il rischio della sua libertà sulla proposta educativa che viene fatta, in un clima di serena collaborazione con docenti e genitori.

 

5.6 Gli studenti e la loro partecipazione alla vita della scuola

 

Gli alunni, principali destinatari di tutta l’attività scolastica, sono anche i primi protagonisti dell’azione educativa. A loro è chiesto un atteggiamento di ascolto e di recezione di fronte ai valori proposti , per misurarne in un vaglio libero e sereno , l’adeguatezza alla propria umanità. L’educazione mira a formare personalità forti ed equilibrate capaci di porsi in atteggiamento critico di fronte alla realtà per accettare quanto vi è di positivo, liberarsi dai condizionamenti e impegnarsi per i valori che costruiscono, sempre ed ovunque, la persona, la famiglia, la città.

 

5.7 I genitori e i rapporti con le famiglie  (v. Progetto Famiglia, Appendice)

 

I genitori che scelgono questa scuola per i loro figli, quali primi responsabili della loro buona crescita, si impegnano, in coerenza con le motivazioni di tale scelta, ad una collaborazione cordiale e fattiva.

Infatti l’iniziativa originaria dell’educare compete alla famiglia: essa è il primo luogo in cui un’esperienza e una concezione di vita si comunicano da una generazione all’altra.

Oltre ai momenti di partecipazione a livello collegiale già descritti, l’Istituto garantisce la possibilità di riunioni assembleari, attività di informazione sulla vita scolastica degli alunni attraverso opportuni strumenti di comunicazione: circolari della Coordinatricenza, lettere periodiche a domicilio, pagellino  infraquadrimestrale.

I rapporti individuali di collaborazione e informazione con i docenti sul percorso scolastico degli alunni possono avvenire nell’ora settimanale di ricevimento, nei due incontri generali pomeridiani quadrimestrali, su appuntamento o su convocazione diretta per lettera da parte del docente interessato o del Dirigente scolastico. Consapevoli dell’importanza del contesto familiare, Dirigente scolastico ed insegnanti condividono la preoccupazione formativa, chiedendo ai genitori che si aspettino dalla scuola non solo una precisa e qualificata preparazione didattica, bensì un’attenzione alla globalità della persona dei loro figli.

Occasioni privilegiate di rapporto con i genitori sono i colloqui individuali, le riunioni con il Consiglio di classe ed i Consigli di Istituto. E’ infatti mediante l’incontro ricorrente, sia esso individuale o di classe, che è possibile un proficuo cammino comune che, muovendo dallo specifico delle singole discipline, interessi l’intero percorso educativo.

 

 

6.     TEMPI E MODALITA’ DI LAVORO

6.1  La valutazione didattica

 

Il Collegio dei Docenti definisce sinteticamente i seguenti criteri di base che regolano la valutazione degli alunni:

-          la valutazione deve avere dimensione globale, cioè deve tenere conto dei vari aspetti che concorrono alla formazione di un risultato  (aspetto cognitivo, mai disgiunto dalla maturazione personale, dalle condizioni socio ambientali dell’alunno);

-          la valutazione osserva non tanto il risultato oggettivo quanto più il processo fatto per raggiungerlo, tenendo conto della situazione di partenza e dei percorsi di insegnamento/apprendimento;

-          la valutazione deve essere intesa nella sua valenza progettuale, come momento da cui partire o ripartire per un progetto sull’alunno, che tenga conto dei suoi livelli di apprendimento;

-          la valutazione è mirata all’individuazione di fasce di livello che guidano la programmazione, nel limite del possibile individualizzata.

Per la valutazione saranno osservati i seguenti aspetti:

-          partecipazione alla vita scolastica;

-          inserimento nella classe e nella scuola in generale;

-          socializzazione;

-          comportamento, autocontrollo e rispetto delle regole;

-          impegno in classe e metodo di lavoro;

-           livelli di apprendimento;

-          padronanza delle conoscenze;

-          abilità operative.

 

6.2  La verifica dell’efficacia del P.O.F.

 

La Scuola, al termine dell’anno scolastico, attraverso gli organi collegiali, verifica le proprie attività analizzando i seguenti indicatori:

-          attività curricolare

-          attività educativa

-          conseguimento degli obiettivi prefissati

-          frequenza degli alunni

-          attività non curricolare

-          attività di sostegno e di recupero

-          coordinamento del corpo docente

-          collaborazione con le famiglie

-          relazioni finali dei docenti

-          eventuali reclami presentati.

Tutti gli elementi acquisiti nella verifica servono per una seria valutazione della qualità della scuola costituendo un punto di partenza per la programmazione del successivo anno scolastico.

Inoltre all’interno dei Collegio dei Docenti viene nominata un’apposita commissione per la valutazione del P.O.F. la cui relazione è quindi sottoposta al Consiglio d’Istituto. Tale azione di autovalutazione e di valutazione ha il compito di verificare:

·         la chiarezza degli obiettivi e delle finalità proposte

·         la fattibilità del P.O.F.

·         l’organizzazione complessiva messa in campo per realizzarlo

·         i punti di forza ed i punti di debolezza del P.O.F.

 

6.3  L’ autovalutazione di Istituto

 

Con l’ausilio degli strumenti messi a disposizione dalla FIDAE e dalla Società denominata “Gruppo Clas”, sulla base delle indicazioni fornite dall’ INVALSI (e già avviate attraverso la sperimentazione del Progetto Pilota), con l’ausilio dell’USR mediante la partecipazione al Progetto Qualità, si procede ordinariamente all’autovalutazione di Istituto ad opera dell’apposito comitato, in coerenza con le esigenze dell’odierna situazione scolastica nazionale ed  internazionale.

 

7.     L’AMBIENTE SCOLASTICO ED I SERVIZI OFFERTI DALLA SCUOLA

7.1  Locali ed aule; segreteria; biblioteca; Cappella

 

L’Istituto dispone di aule  per la normale attività didattica, Le aule sono strutturate per accogliere un numero medio di 25 alunni rispetto alla capienza totale che prevede, in caso di lavori di interclasse, una disponibilità di posti fino alla massima capienza di 33 alunni. Le aule sono ampie, luminose, ben aerate e dotate dei principali strumenti per la conduzione della normale attività didattica (lavagna, cartine geografiche, storiche, ecc.)

La collocazione dei locali della segreteria è funzionale alle esigenze dell’utenza ed  è aperta secondo gli orari indicati. E’ dotata di sistemi informatici, fotocopiatrice, telefono e fax.

La Biblioteca è costituita da circa 7000 volumi di genere letterario, narrativo, scientifico, artistico, storico, filosofico; la dotazione è integrata dall’abbonamento a riviste. L’accesso alla biblioteca, la consultazione e l’acquisizione testi sono normati dal Regolamento di Istituto.

Sul piano della Segreteria si trova anche la Cappella, sempre aperta per alunni, genitori, docenti. Essa viene utilizzata in orario extracurricolare per incontri di carattere religioso.

 

7.2  Servizio di trasporto e di mensa

 

E’ disponibile un servizio di trasporto da casa a scuola e viceversa. Il servizio, a pagamento e svolto da personale regolarmente autorizzato, è a uso interno, ed  rivolto a quelle famiglie che ne facciano richiesta.

La mensa serve giornalmente pasti caldi completi. Il pasto è fornito dalla cucina dell’Istituto che è adeguata per igiene e sicurezza e personale alle norme della  legge 155. Inoltre il Gestore nomina annualmente un responsabile per il servizio della mensa.

 

7.3  Laboratorio di informatica e di multimedialità; laboratorio di fisica e chimica; laboratorio artistico/musicale; aula video.

 

            L’Istituto dispone di un laboratorio di informatica di computer multimediali collegati in rete e dotati di collegamento Internet. Inoltre sono presenti stampante, scanner,  lavagna e videoproiettore. L’aula è a disposizione degli alunni su richiesta degli insegnanti. L’uso dei computer è vigilato dalla presenza dell’insegnante.

- Il laboratorio di fisica e chimica: per quanto riguarda gli strumenti sono presenti il becco Bunsen con valvola di sicurezza per gas metano, un microscopio ottico con dispositivo di illuminazione elettrico, una cappa aspirante, numerosa vetreria in pirex, reagenti, strumenti di misura quali dinamometri, bilancia analitica  e elettronica, termometri e altro materiale utile all’uso. Inoltre sono presenti apparecchi per esperienze sulla meccanica dei fluidi, termologia e acustica, ottica, elettrostatica, elettrodinamica, pressione atmosferica.

- Il laboratorio artistico-musicale dispone di n. 30 banchi da disegno con relativi sgabelli regolabili nell’altezza. Vi sono numerose lavagne dotate di strumenti da disegno.

Per quanto riguarda il materiale musicale è presente una lavagna pentagrammata, un pianoforte verticale, due chitarre, una tastiera elettrica, strumenti a fiato e a percussione, stereo e lettore cd, libreria per conservazione di materiale musicale (Libri, dischi, riviste, cassette ).

- L’aula video contiene 50 posti a sedere ed è dotata di televisore con casse stereo, videolettore, schermo per la proiezione di lucidi e diapositive, videoteca.

Tutte le aule dei laboratori sono ampie, luminose e ben aerate.

 

7.4  Salone polifunzionale, campo di palla a volo 

 

Le aree destinate alle attività sportive sono situate all’interno del plesso scolastico e comprendono la palestra e un campo di pallavolo in asfalto. L’accesso alla palestra e al campo di palla a volo  è regolata dall’orario scolastico e gli alunni possono accedervi soltanto alla presenza dell’insegnante.

La palestra è situata all’interno dell’edificio scolastico e garantisce le norme di sicurezza e di igiene previste dalla legge. E’ dotata degli strumenti necessari per il normale svolgimento dell’attività didattica (spalliera, quadro svedese, asse d’equilibrio, tavoli da tennis tavolo, ecc.).  All'occasione ha la funzione di sala-conferenze e audiovisivi.