PTOF

 

Piano Triennale dell'Offerta Formativa

Per scaricare il file: PTOF

EX ART.1, COMMA 14, LEGGE N.107/2015.

approvato dal Consiglio di Istituto

nella seduta del 12 gennaio 2016.

 

Premessa

  • Il presente Piano triennale dell’offerta formativa, relativo all’Istituto Scuola Primaria Paritaria S.M. ad NIVES “Villa Augusta di Genova Pegli è elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, recante la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”;

  • il piano è stato elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico con proprio atto di indirizzo che si allega al presente documento (vedi in calce allegato 1)

  • il piano ha ricevuto il parere favorevole del collegio dei docenti nella seduta del 12 gennaio 2016;

  • il piano è stato approvato dal consiglio d’istituto nella seduta del 12 gennaio 2016;

  • il piano è pubblicato nel portale ministeriale unico dei dati della scuola.

  • Il piano tiene conto delle Indicazioni nazionali e delle priorità previste dalla legge107 (c.d. Buona Scuola), in particolare al comma 7

PROGETTATO

Priorità, traguardi ed obiettivi

Il presente Piano parte dalle risultanze dell’autovalutazione d’istituto, così come contenuta nel Rapporto di Autovalutazione (RAV), pubblicato sul portale Scuola in Chiaro del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

In particolare, si rimanda al RAV per quanto riguarda l’analisi del contesto in cui opera l’istituto, l’inventario delle risorse materiali, finanziarie, strumentali ed umane di cui si avvale, gli esiti documentati degli apprendimenti degli studenti, la descrizione dei processi organizzativi e didattici messi in atto.

Si riprendono qui in forma esplicita, come punto di partenza per la redazione del Piano, gli elementi conclusivi del RAV e cioè: Priorità, Traguardi di lungo periodo, Obiettivi di breve periodo.

Le priorità che l’Istituto si è assegnato per il prossimo triennio sono:

  1. didattica per competenze;

  2. aumento delle ore di compresenza delle insegnanti;

  3. costruzione di un curricolo d’istituto.

I traguardi che l’Istituto si è assegnato in relazione alle priorità sono:

  1. corsi di aggiornamento sulla didattica per competenze, autoformazione delle insegnanti;

  2. promozione di una didattica più ricca di conversazioni guidate, di lavori per piccoli e grandi gruppi, di attività laboratoriali;

  3. condivisione di metodi e relazioni pedagogiche in verticale, al fine di consentire la costruzione di un modello di percorsi che colleghino gli anni ponte dei diversi ordini di scuola.

Gli obiettivi di processo che l’Istituto ha scelto di adottare in vista del raggiungimento dei traguardi sono:

  1. curricolo, progettazione e valutazione: valutazione delle competenze attraverso delle rubriche

  2. orientamento strategico e organizzazione della scuola: realizzazione di un orario bilanciato del personale, al fine di consentire compresenze in classi numerose o con situazioni problematiche per le quali le insegnanti necessitino di supporto;

  3. continuità e orientamento: migliorare la progettualità tra le scuole dell’infanzia, la primaria e la superiore di primo grado, aumentando le occasioni di incontro, con particolare attenzione agli anni ponte.

Scelte conseguenti ai risultati delle prove INVALSI

L’analisi compiuta nella sezione 2.2. del RAV (Risultati di apprendimento nelle prove standardizzate nazionali di Italiano e Matematica) ha messo in luce i seguenti punti di forza:

gli esiti dei dati INVALSI evidenziano conoscenze e competenze generalmente superiori alla media nazionale e regionale.

ed i seguenti punti di debolezza:

il lavoro per competenze prevede ulteriori spazi di miglioramento, attraverso l’organizzazione di un sistema di percorso e valutazione condivisi, incentivando la lettura degli esiti delle prove INVALSI al fine di adeguare la didattica.

 

Proposte e pareri provenienti dall’utenza

Nella fase di ricognizione preliminare alla stesura del Piano, sono stati sentiti genitori ed alunni che hanno suggerito quanto segue:

le famiglie costituiscono da tempo un notevole supporto per la scuola, in particolare suggeriscono un rapporto più interattivo con il territorio e un’organizzazione unitaria della parte scolastica della congregazione.

AGITO

Scelte organizzative e gestionali

Oltre alle figure istituzionali comuni a tutte le scuole (DS, DSGA, docenti, personale ausiliario), sono individuati per garantire un miglior funzionamento:

  • coordinatori di classe :

coordinano le attività collegiali dei docenti e dei consigli di classe giuridici, si relazionano con le famiglie a nome e per conto del consiglio di classe, si occupano della gestione organizzativa della classe, si riferiscono al DS o al suo rappresentante .

  • rappresentanti del DS (dove nominati)

coordinano l’ordine di scuola loro affidato, fanno riferimento ai coordinatori di classe e ai singoli docenti, affiancano i docenti in particolari situazioni di confronto con alunni e famiglie, presiedono i consigli di classe e gli scrutini su delega del DS, costituiscono il consiglio del DS, organizzano/gestiscono la formazione dei docenti, seguono la realizzazione del PTOF e dei singoli progetti in esso previsti.

  • consiglio dei DS

Al fine di condividere gli aspetti organizzativi e didattici previsti nel PTOF, pur nel rispetto dell’autonomia delle singole scuole, la Congregazione che gestisce le diverse realtà, ha istituito il consiglio dei DS, con lo scopo di costituire una rete interna che favorisca condivisione e confronto, diventando un organo collegiale trasversale a supporto delle diverse scuole.

Macro Consiglio d’istituto

Con lo stesso scopo del consiglio dei DS, condivide percorsi di propria specifica competenza, realizzando iniziative trasversali alle scuole

  • Progettazione, curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa

Le priorità, i traguardi e gli obiettivi di processo, trovano riscontro nelle previsioni della legge 107/15 e nelle Indicazioni Nazionali. Per il presente anno scolastico che funge da raccordo tra l’emanazione della legge 107 e l’avvio dell’applicazione del PTOF, si attua un’organizzazione annuale delle attività che comunque propone aspetti coerenti sia dal punto di vista educativo, didattico e organizzativo con priorità, traguardi e obiettivi di processo previsti nel PTOF.

 

  • Organizzazione

L’ aspetto organizzativo è così proposto:

N.5 classi di scuola Primaria per un totale complessivo di n. 112 alunni

La nostra realtà offre un tempo scuola settimanale che si snoda su attività antimeridiane e pomeridiane per 5 giorni. Nei pomeriggi di mercoledì e venerdì si offrono attività opzionali di potenziamento. La struttura dispone di aule capienti e luminose, laboratorio di informatica e mensa con produzione interna dei pasti. La scuola è dotata di spazi esterni utilizzabili per attività all’aperto.

L’orario di funzionamento è dalle 8,15 alle 16,00 . Date le esigenze delle famiglie, l’orario è flessibile sia relativamente all’ingresso che all’uscita. Di fatto, viene offerto gratuitamente servizio di pre e post-scuola.

Progettazione

La programmazione si sviluppa per UDA, a partire dalle proposta delle IN, organizzate a livello disciplinare o interdisciplinare. In ogni quadrimestre sono organizzate UDA trasversali per verificare i traguardi di competenza raggiunti dagli alunni e che si concludono con un “compito autentico”.

La valutazione è gestita utilizzando rubriche valutative per l’area socio-affettiva. Insieme al curricolo saranno realizzate anche quelle di area cognitiva.

Le competenze sono certificate alla fine di ogni anno scolastico, al fine di poter monitorare lungo il percorso dei 5 anni i traguardi raggiunti e il loro miglioramento.

Nel presente anno scolastico la scuola Primaria partecipa a progetti organizzati sul territorio da enti ed associazioni (CIV, GRUPPO STORICO PEGLIESE, ASSOCIAZIONI SPORTIVE, ACQUARIO DI GENOVA ). Inoltre, per la scuola Primaria sono offerti laboratori di educazione musicale e teatrale con frequenza settimanale. La scuola è certificata “Centro Trinity College London”per cui si offrono corsi bisettimanali di preparazione agli esami per ciascun livello proposto. Tutte le classi utilizzano il laboratorio d’informatica con cadenza settimanale.

Azioni coerenti con il Piano Nazionale SCUOLA DIGITALE

Nonostante le scuole paritarie non possano fruire direttamente e individualmente dei finanziamenti previsti per la scuola digitale, la scuola si è autonomamente dotata di un laboratorio d’informatica, con 8 postazioni funzionanti, oltre ad un’aula lim, sebbene intenda nell’ambito del triennio attrezzare man mano tutte le aule con lim e tablet.

 

SCHEDA DI PROGETTO

 

Denominazione progetto

Dalla realtà al modello, dal modello alla realtà

Priorità cui si riferisce

Didattica per competenze attraverso le nuove tecnologie

Traguardo di risultato

Applicare in ogni classe e/o sezione una didattica per competenze, che promuova l’esperienza diretta con la realtà degli alunni per poi guidarla verso la traduzione nel modello disciplinare di riferimento.

Obiettivo di processo

A tal proposito sono necessari corsi di formazione e/o aggiornamento del personale docente, oltre ad un lavoro di rete tra tutto il corpo insegnante .

Referente di progetto

Ins. Calvo Sandra

Situazione su cui interviene

Ridurre l’uso del sussidiario e di lezioni frontali, incentivando invece la formulazione spontanea di domande da parte dei bambini così da poter strutturare le attività di apprendimento utilizzando anche gli strumenti digitali.

Attività previste

Formazione docenti non solo sull’uso tecnico degli strumenti, ma soprattutto sui cambiamenti metodologici che comportano , se usati sistematicamente come strumenti di comunicazione

Risorse finanziarie necessarie

Euro 35.000 da spalmare su più anni

Risorse umane (ore) / area

Formatori di didattica ( 60 ore su tre anni )

Formatori tecnologici (50 ore su tre anni)

Tecnico manutentore degli strumenti (contratto annuale)

Altre risorse necessarie

Situazioni laboratoriali che simulino attività di didattica per competenze

Indicatori utilizzati

Analisi UdA progettate

Analisi metodologia docente

Materiali prodotti

Quantità degli acquisti effettuati e intensità d’utilizzo degli stessi

Clima di classe: partecipazione, motivazione, coinvolgimento alunni e alunni e docente.

Stati di avanzamento

Al termine di ogni quadrimestre o anno (in funzione del periodo di svolgimento e durata dell’UdA) sarà effettuato un monitoraggio sui risultati complessivi raggiunti dalle classi, comparandoli con quelli delle classi precedenti, organizzando anche focus tra genitori degli alunni interessati e tra gli alunni coinvolti.

Valori / situazione attesi

Dato il notevole impegno e lo sforzo di aggiornamento richiesto ai docenti, si considerano valori attesi quelli descritti dagli indicatori sopraelencati ,nonché la realizzazione di una rendicontazione sociale positiva

 

FORMAZIONE DOCENTI

Le attività di formazione seguono gli obiettivi di miglioramento previsti nel piano. In particolare nel presente anno scolastico la formazione è rivolta ai percorsi didattici funzionali al perseguimento di traguardi di competenza, alla certificazione degli stessi, all’utilizzo delle tecnologie, in particolare alla gestione della valutazione online.

Denominazione progetto

Insegnare apprendendo, apprendere insegnando

Priorità cui si riferisce

Formazione docenti

Traguardo di risultato

Migliorare la didattica e la metodologia in uso

Obiettivo di processo

A tal proposito sono necessari corsi di formazione e/o aggiornamento del personale docente, oltre ad un lavoro di rete tra tutto i corpo insegnante di ogni ordine e grado.

Referente di progetto

Suor Lucia Candotti

Situazione su cui interviene

L’attuale situazione necessita di mettere i docenti nella condizione di capire quali siano le esigenze motivazionali e cognitive degli alunni, al fine di organizzare percorsi didattici adeguati.

Attività previste

Partecipazione a corsi di aggiornamento/formazione per una didattica per competenze che incentiva la traduzione dell’esperienza reale in un modello disciplinare adeguato per l’età.

Risorse finanziarie necessarie

Euro tremila per formatori e materiali

Risorse umane (ore) / area

Formatori relativi agli argomenti da affrontare

Gruppi di auto-formazione, attraverso l’individuazione di docenti tutor specialiste di determinati ambiti (sostegno, Bes, DSA, informatica, ecc.) e/o gruppi di lavoro su determinati argomenti.

Indicatori utilizzati

Partecipazione dei docenti ai corsi e i gruppi di auto-formazione;

Verifica della qualità della didattica applicata;

Esiti conseguiti dagli alunni;

 

Stati di avanzamento

Al termine di ogni anno sarà effettuato:

un monitoraggio sui risultati complessivi raggiunti dalle classi, organizzando anche focus tra insegnanti coinvolti;

utilizzo finalizzato più sistematicamente alla didattica quotidiana degli strumenti tecnologici.

Valori / situazione attesi

Avanzamento complessivo della qualità didattica;

Migliori esiti conseguiti dagli alunni anche nelle prove INVALSI

 

VALUTATO

La valutazione che si prende in considerazione riguarda gli alunni, attraverso l’utilizzo di rubriche valutative che verranno messe a punto nel triennio, e il funzionamento complessivo delle singole scuole attraverso una rendicontazione sociale in via di realizzazione. Per garantire una soddisfacente misurazione che rilevi non solo l’avanzamento formativo degli alunni, ma anche la qualità dell’offerta fornita, verranno predisposti questionari rivolti ad alunni e docenti.

PERCEPITO

I genitori saranno invitati a valutare, secondo la loro percezione, il servizio offerto, nonché indicare dove si ritenga più importante migliorare ulteriormente gli esiti. Tutte le rilevazioni avranno cadenza annuale, al fine di consentire cambiamenti al PTOF per l’anno scolastico successivo.

ALLEGATO 1:

ATTO DI INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AL COLLEGIO DEI DOCENTI

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

VISTO il comma n.14 dell’art. 1 della Legge 13 luglio 2015, n.107 recante: la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” che attribuisce al dirigente scolastico potere di indirizzo al Collegio dei docenti per le attività della scuola;

VISTO l’art.25 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” che attribuisce al dirigente scolastico, quale garante del successo formativo degli alunni, autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane, per assicurare la qualità dei processi formativi, per l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni;

TENUTO CONTO delle esigenze e della programmazione delle iniziative educative e culturali presentate dagli Enti Locali e dai Servizio socio-sanitari del territori;

TENUTO CONTO delle proposte e delle iniziative promosse dalle diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio;

TENUTO CONTO delle sollecitazioni e delle proposte formulate dalle famiglie e dagli utenti sia in occasione degli incontri informali e formali (ricevimenti scuola famiglia, riunioni organi collegiali …), sia attraverso gli esiti la valutazione annuale della qualità percepita promossa dalla scuola;

TENUTO CONTO degli esiti dell’autovalutazione di Istituto e, nello specifico, delle criticità indicate nel Rapporto di AutoValutazione (RAV) – relativamente all’adozione di pratiche didattiche centrate ancora troppo sulla lezione frontale e su modalità di apprendimento passivo da parte degli alunni (ascolto della spiegazione, risposta a domande, esposizione e restituzione nella verifica) – e delle piste di miglioramento individuate (innovazione delle pratiche didattiche e sperimentazione di modelli mediati dalla ricerca per l’allestimento di ambienti di apprendimento significativi, sfidanti e motivanti) che saranno sviluppate nel Piano di Miglioramento parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa;

VISTI i risultati delle rilevazioni nazionale degli apprendimenti restituiti in termini di misurazione dei livelli della scuola e delle classi in rapporto alla media nazionale e regionale e , limitatamente ai dati di scuola, a parità di indice di background socio-economico e familiare;

TENUTO CONTO delle riflessioni emerse nelle occasioni di confronto sui dati di misurazione forniti dall’INVALSI; delle esigenze condivise di innovazione delle pratiche di insegnamento verso modelli orientati allo sviluppo di ambienti di apprendimento attivi, laboratoriali, cooperativi, orientati allo sviluppo di competenze di base, disciplinari e trasversali; degli esiti progressivamente sempre più positivi ottenuti nelle classi che stanno sperimentando modalità che pongono al centro dei processi l’alunno attivo, costruttore, ricercatore in situazioni di problem solving di apprendimento strategico e metacognitivo;

 

CONSIDERATE le criticità rilevate nei consigli di classe;

CONSIDERATE le iniziative promosse negli anni per l’innovazione metodologico – didattica e per il miglioramento della qualità dei processi di insegnamento e di apprendimento (“Curricolo verticale”, “Didattica della matematica”, Didattica per competenze: skill for life”, “Didattica orientativa”, “Classe 2.0”, “I disturbi specifici dell’apprendimento. Recupero nelle aree di letto scrittura e logico-matematica”, “La LIM nella didattica”, “Summer school”, …) e delle sollecitazioni continue offerte sia in situazioni collegiali formali (team, consigli di classe e collegio dei docenti nelle sue articolazioni), sia negli incontri informali in ufficio e presso le sedi di servizio;

ATTESO CHE l’intera comunità professionale docente è coinvolta nei processi di riforma che stanno interessando la scuola e nella contestualizzazione didattica delle ultime Indicazioni Nazionali per il curricolo 2012, che orientano verso l’innovazione delle pratiche didattiche attraverso la valorizzazione di:

metodologie didattiche attive (operatività concreta e cognitiva), individualizzate (semplificazione, riduzione, adeguamento dei contenuti per garantire i traguardi essenziali irrinunciabili) e personalizzate (momenti laboratoriali diversificati che valorizzino stili e modalità affettive e cognitive individuali);

modalità di apprendimento per problem solving, ricerca, esplorazione e scoperta;

situazioni di apprendimento collaborativo (aiuto reciproco, apprendimento cooperativo e fra pari) e approcci meta cognitivi (modi di apprendere individuali, autovalutazione e miglioramento, consapevolezza, autonomia di studio);

RITENUTO di dover richiamare i suggerimenti già forniti in diverse occasioni, coerentemente con quanto sollecitato a livello nazionale, con le attese delle famiglie degli alunni, con le responsabilità di tutti (dirigente e docenti), nel comune intento di ricercare e sperimentare modalità e strategie efficaci per la realizzazione del successo formativo di tutti gli alunni;

AL FINE di offrire suggerimenti e mediare modelli e garantire l’esercizio dell’autonomia didattica del Collegio dei docenti e la libertà di insegnamento dei singoli docenti, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica e di contribuire alla piena realizzazione di diritti costituzionalmente riconosciuti (libertà di insegnamento, diritto allo studio-successo formativo), nel rispetto del Codice Etico delle scuole della Congregazione;

dirama il seguente atto di indirizzo al Collegio dei docenti orientativo della pianificazione dell’Offerta Formativa Triennale e dei processi educativi e didattici

Pianificazione collegiale dell’Offerta Formativa Triennale

A. Pianificare un’Offerta Formativa Triennale (PTOF) coerentemente con i traguardi di apprendimento e di competenze attesi e fissati dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo 2012, con le esigenze del contesto territoriale, con le istanze particolari dell’utenza della scuola.

B. Finalizzare le scelte educative, curricolari, extracurricolari e organizzative al contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione, al potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto al successo formativo di tutti gli alunni; alla cura educativa e didattica speciale per gli alunni che manifestano difficoltà negli apprendimenti legate a cause diverse

(deficit, disturbi, svantaggio); all’alfabetizzazione e al perfezionamento dell’italiano come lingua seconda attraverso corsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana; alla individualizzazione e alla personalizzazione delle esperienze per il recupero delle difficoltà, per il potenziamento delle eccellenze, per la valorizzazione del merito.

C. Orientare i percorsi formativi offerti nel PTOF al potenziamento delle competenze linguistiche, matematico-logiche, scientifiche e digitali, allo sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e democratica e di comportamenti responsabili; al potenziamento delle competenze nei linguaggi non verbali (musica, arte, educazione fisica, tecnologia);

D. Prevedere percorsi e azioni per valorizzare la scuola intesa come comunità attiva ed educante, aperta al territorio e in grado di sviluppare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale.

E. Prevedere un sistema di indicatori di qualità e di standard efficaci per rendere osservabili e valutabili i processi e le azioni previste nel PTOF.

Pianificazione educativa e didattica e innovazione delle pratiche di classe

F. Gestire le attività quotidiane in modo da proporre la massima attenzione all’utilizzo di strategie atte a consentire l’inclusione dei soggetti più deboli e la relativa personalizzazione dei percorsi.

G. Privilegiare modelli didattici e di apprendimento che coinvolgano direttamente e attivamente gli alunni per favorire l’accoglienza e la valorizzazione di ciascuno e che consentano una personalizzazione dei percorsi volta a favorire il potenziamento.

H. Privilegiare modalità e criteri di valutazione formativa e orientativa.

I. Curare l’allestimento di ambienti di apprendimento ricchi di stimoli e di situazioni dinamiche.

J. Strutturare un curricolo verticale che sia supporto programmatorio a tutte le scuole della Congregazione, che presenti caratteristiche di flessibilità e modellizzazione e che costituisca la base per lo sviluppo dei processi di insegnamento/apprendimento di cui sopra.

K. Allestire percorsi di formazione per i docenti al fine di formulare al meglio le proposte educative e didattiche e gestire l’utilizzo di strumenti tecnologici.

L. Favorire lo sviluppo dell’utilizzo delle tecnologie in modo sistematico, come strumenti di lavoro e di comunicazione.

M. Coinvolgere sempre più e meglio le famiglie nell’attività educativa della scuola, il territorio nel favorire iniziative di collaborazione.

ALLEGATO 2:

PIANO DI MIGLIORAMENTO (PdM) DELL’ISTITUTO

Scenario di riferimento

Informazioni ritenute necessarie per la spiegazione delle scelte di miglioramento

L’Istituto è risultato carente in merito alla mancata stesura di un curricolo formalizzato, tuttavia ora questo è in fase di elaborazione.

Infatti i traguardi di competenza disciplinare e trasversale sono perseguiti secondo percorsi legati al futuro curricolo, che fino a oggi erano stati elaborati in maniera informale.

Contesto socio-culturale in cui la scuola è inserita

I bambini che frequentano la nostra scuola provengono da famiglie di ceto medio-basso, che ha subito negli anni notevoli cambiamenti legati alla trasformazione e allo sfruttamento del territorio.

Organizzazione scolastica

LIstituto offre una scuola primaria parificata paritaria a “tempo pieno”, cinque classi

Lavoro in aula

La progettazione metodologico-didattica si propone di offrire agli alunni percorsi operativi utili per sviluppare:

  • la capacità interpretativa della realtà in cui vivono, al fine di saper elaborare giudizi oggettivi sulle situazioni;

  • la capacità di progettualità personale in vista della propria realizzazione;

  • un quadro di riferimento etico e culturale indispensabile per sviluppare la capacità di rispetto delle norme e costruire una solida convivenza democratica.

Descrizione dei processi che hanno portato alla scelta degli obiettivi di miglioramento

Criticità individuate/piste di miglioramento

Punti di forza della scuola/ risorse

Abbiamo scelto la priorità “Didattica per competenze” in quanto, nonostante i buoni risultati raggiunti nei diversi ambiti disciplinari, si evidenziano margini di miglioramento nella didattica nel rispetto dei modi e dei tempi di apprendimento dei bambini, per promuovere così il raggiungimento delle competenze chiave e di cittadinanza degli studenti.

Necessità di investire nell’aggiornamento della didattica e della metodologia anche attraverso l’uso delle tecnologie.

Non esistono al momento finanziamenti congrui per garantire con tranquillità quanto sopra evidenziato.

Il POF della scuola prevede ogni forma di azione e progettazione funzionale ai propri obiettivi. Tali percorsi sono gestiti dettagliatamente negli incontri di programmazione dei consigli di classe e nel collegio docenti e vengono monitorati con periodici incontri dedicati, aventi a tema obiettivi socio-affettivi e cognitivi di riferimento.

Sono adottati griglie di osservazione, rubriche valutative (non ancora formalizzate), autovalutazione di Istituto, attività metacognitive per gli alunni.

La seconda priorità riguarda “la compresenza tra insegnanti”, numericamente adeguati per la quotidianità, ma carenti per poter realizzare attività di cooperazione (laboratori in piccolo gruppo, cooperative learning, pair-to-pair, ecc.) o discussione guidata (circle time) a causa della mancanza di fondi, che invece incrementerebbero le dinamiche di apprendimento.

Il tempo dedicato alla condivisione e alla collegialità deve essere implementato ulteriormente.

un bilanciamento delle ore di tutte le risorse potrebbe portare le insegnanti più “libere” a dedicarsi alla compresenza o alla produzione di piccoli progetti da svolgere con la docente di classe, in favore dell’intero gruppo classe o degli studenti più in difficoltà;

Necessità di ampliare ulteriormente i tempi per il lavoro di condivisione e la produzione sistematica di materiali.

Il tempo dedicato alla condivisione e alla collegialità deve essere implementato ulteriormente.

un bilanciamento delle ore di tutte le risorse potrebbe portare le insegnanti più “libere” a dedicarsi alla compresenza o alla produzione di piccoli progetti da svolgere con la docente di classe, in favore dell’intero gruppo classe o degli studenti più in difficoltà;

Necessità di ampliare ulteriormente i tempi per il lavoro di condivisione e la produzione sistematica di materiali.

 

Infine “la costruzione di un curricolo verticale” attraverso attività di continuità garantirebbe un ambiente di apprendimento in continuum negli anni

Le insegnanti non sempre partecipano al confronto e alla formazione delle classi dell’ordine di scuola successivo.

Il grado scolastico cui apparteniamo non ci consente di avere un riscontro oggettivo sul successo formativo a lungo termine, pertanto potrebbe essere opportuno avviare percorsi in continuità con le scuole che ricevono tradizionalmente gli alunni in uscita dalla nostra e monitorare i loro esiti successivi.

La nostra scuola realizza percorsi di orientamento per la comprensione del proprio io.

Si aiuta il bambino a prendere sempre più consapevolezza di sé,delle proprie capacità e delle abilità acquisite.

Operare in una scuola che condivide un carisma educativo preciso e definito, favorisce peraltro la collegialità verticale.

ELENCO DEI PROGETTI DI MIGLIORAMENTO

I progetti individuati nel piano scaturiscono dalla necessità di migliorare i punti di debolezza emersi nel RAV. Nello specifico dunque i progetti sono identificati in relazione alle aree da migliorare.

In ogni progetto vengono delineati gli obiettivi operativi funzionali ai traguardi di miglioramento da raggiungere.

Le aree da migliorare e le relative azioni di miglioramento (progetti) risultano essere:

Area da migliorare

Necessità di miglioramento

Grado di priorità

DIDATTICA PER COMPETENZE

Alta

1

Area da migliorare

Necessità di miglioramento

Grado di priorità

LA COMPRESENZA TRA INSEGNANTI

media

2

Area da migliorare

Necessità di miglioramento

Grado di priorità

LA COSTRUZIONE DI UN CURRICOLO VERTICALE

alta

1

Indicazioni di progetto

Titolo del progetto

Didattica per competenze

 

Responsabile del progetto

Chiara Fracassi

 

Data di inizio e fine

Ottobre 2015 – Dicembre 2016

La pianificazione

(Plan)

Pianificazione obiettivi operativi

Obiettivi operativi

Creare ambienti di apprendimento;

Favorire lo sviluppo delle competenze

Indicatori di valutazione

Produzione di materiale adeguato;

verificare il clima di classe anche dal punto di vista metodologico didattico;

verificare gli esiti prodotti dagli alunni

Relazione tra la linea strategica del Piano e il progetto

Il piano prevede l’approccio concreto e produttivo degli alunni con la realtà, realizzare quanto sopra facilita il compito

Risorse umane necessarie

Docenti motivati e disposti al cambiamento

Destinatari del progetto (diretti ed indiretti)

Alunni (diretti), Docenti (indiretti)

La realizzazione

(Do)

Descrizione delle principali fasi di attuazione

Incontri per materia tra insegnanti dello stesso plesso. Esame delle Indicazioni Nazionali; declinazione degli obiettivi per ogni annualità;condivisione di metodologie atte a perseguirli; declinare gli obiettivi nelle UDA secondo competenze di riferimento

Descrizione delle attività per la diffusione del progetto

Viene presentato ai genitori attraverso la diffusione per mezzo degli organi collegiali ed inserito nel sito della scuola.

Il monitoraggio e i risultati

(Check)

Descrizione delle azioni di monitoraggio

Verifica della qualità dei materiali prodotti e livello di fruibilità degli stessi, attraverso l’analisi dei materiali e attraverso gli esiti conseguiti dagli alunni.

Indicazioni di progetto

Titolo del progetto

Curricolo verticale

 

Responsabile del progetto

Laura Dagnino

 

Data di inizio e fine

Ottobre 2016 – Dicembre 2017

La pianificazione

(Plan)

Pianificazione obiettivi operativi

Obiettivi operativi

Favorire il passaggio degli alunni da un ordine di scuola all’altro attraverso il confronto tra i criteri di insegnamento dei docenti dei diversi livelli scolastici.

Indicatori di valutazione

Partecipazione agli incontri dei docenti degli anni ponte; osservazione reciproca dei momenti di attività, rispetto all’uso dei tempi, degli spazi, dei raggruppamenti;confronto sulle metodologie utilizzate, criteri di relazione, setting d’aula

Relazione tra la linea strategica del Piano e il progetto

Un passaggio in continuum degli alunni tra i vari ordini di scuola presenti nell’istituto, favorisce un inserimento sereno e graduale che facilita la continuazione effettiva dei percorsi già intrapresi pur in un graduale e consapevole adeguamento alla discontinuità. Tale scelta organizzativo- didattica consente di non interrompere l’approccio con la realtà già avviato , come pure favorisce l’ulteriore valorizzazione dei criteri di apprendimento e progettualità personale noti.

Risorse umane necessarie

Docenti di diversi ordini di scuola disponibili al confronto e al cambiamento

Destinatari del progetto (diretti ed indiretti)

Gli alunni (direttamente), i docenti (indirettamente)

 

Budget previsto

Oltre al corrispettivo per gli stipendi, risorse finanziarie per aumentare le ore di prestazione ed eventualmente pagare formazione e organico potenziato. La scuola paritaria non gode dello stesso trattamento economico della scuola statale, pertanto considerare un budget aggiuntivo è un dato puramente teorico.

La realizzazione

(Do)

Descrizione delle principali fasi di attuazione

Organizzazione tra docenti degli ordini di scuola contigui; predisposizione di protocolli di osservazione reciproca durante le attività per evidenziare quanto previsto negli indicatori di valutazione;confronto dei risultati;accordo sugli adeguamenti da realizzare;gestione di alcune lezioni dei docenti dell’ordine superiore nelle classi dell’ordine inferiore affiancando i titolari; organizzazione concordata di tempi ,spazi, raggruppamenti per l’avvio dell’anno scolastico successivo

 

Descrizione delle attività per la diffusione del progetto

Il progetto viene presentato direttamente ai genitori degli alunni coinvolti, tramite il sito della scuola a tutti i possibili interessati.

Il monitoraggio e i risultati

(Check)

Descrizione delle azioni di monitoraggio

Organizzazione di focus con i genitori degli alunni coinvolti per verificare la loro percezione sui risultati; monitoraggio tra gli alunni per raccogliere le loro impressioni, tramite questionari.

Indicazioni di progetto

Titolo del progetto

Insegnare in copresenza

 

Responsabile del progetto

Laura Giglio

 

Data di inizio e fine

Ottobre 2017 – Giugno 2019

La pianificazione

(Plan)

Pianificazione obiettivi operativi

Obiettivi operativi

Realizzazione di un orario bilanciato del personale al fine di consentire compresenze in classi numerose o con situazioni problematiche per le quali le insegnanti necessitano di supporto al fine di favorire una didattica più ricca di spunti per le conversazioni guidate, didattica laboratoriale e cooperative learning.

Indicatori di valutazione

Numero congruo di risorse presenti nella scuola.

Produzione di piccoli progetti da svolgere con la docente di classe, in favore dell’intero gruppo classe o degli studenti più in difficoltà.

Relazione tra la linea strategica del Piano e il progetto

Tale scelta organizzativo- didattica consente di non interrompere l’approccio con la realtà già avviato , come pure favorisce l’ulteriore valorizzazione dei criteri di apprendimento e progettualità personale noti.

Risorse umane necessarie

Numero congruo di docenti

Destinatari del progetto (diretti ed indiretti)

Gli alunni e i docenti

 

Budget previsto

Oltre al corrispettivo per gli stipendi, risorse finanziarie per aumentare le ore di prestazione ed eventualmente pagare formazione e organico potenziato. La scuola paritaria non gode dello stesso trattamento economico della scuola statale, pertanto considerare un budget aggiuntivo è un dato puramente teorico.

La realizzazione

(Do)

Descrizione delle principali fasi di attuazione

Organizzazione tra docenti; predisposizione di protocolli di osservazione reciproca durante le attività per evidenziare quanto previsto negli indicatori di valutazione;confronto dei risultati;accordo sugli adeguamenti da realizzare;gestione di alcune lezioni dei docenti dell’ordine superiore nelle classi dell’ordine inferiore affiancando i titolari; organizzazione concordata di tempi ,spazi, raggruppamenti per l’avvio dell’anno scolastico successivo

Descrizione delle attività per la diffusione del progetto

Il progetto viene presentato direttamente ai genitori degli alunni delle classi coinvolte, tramite il sito della scuola a tutti i possibili interessati.

Il monitoraggio e i risultati

(Check)

Descrizione delle azioni di monitoraggio

Analisi dei materiali e attraverso gli esiti conseguiti dagli alunni. Organizzazione di focus con i genitori degli alunni coinvolti per verificare la loro percezione sui risultati

COMPOSIZIONE DEL GRUPPO CHE SEGUE LA PROGETTAZIONE del PdM:

Nome e Cognome

Ruolo nell’organizzazione scolastica

Ruolo nel team di miglioramento

Suor Lucia Candotti

D.S. e docente

Referente progetto Formazione

( vedi PTOF)

Fracassi Chiara

docente

Referente progetto: Didattica per competenze

Giglio Laura

docente

Referente progetto: Insegnare in copresenza

Dagnino Laura

docente

Referente progetto Curricolo verticale

Calvo Sandra

docente

Referente progetto Scuola digitale     ( vedi PTOF)