ESPERIENZA MISSIONARIA IN KOSOVO ESTATE 2026
Dal 3 al 10 agosto con don Cristiano Orezzi responsabile della pastorale giovanile diocesana e 18 giovani abbiamo vissuto un’esperienza di servizio presso la casa carità umbra di Leskoc in Kosovo.
…dalla condivisione dell’ultima sera…
<<In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi>>.

Mi ha molto colpito fin dall’ inizio il fatto che ogni giorno Rino, il responsabile della casa di accoglienza, aprisse il libro e distribuisse i compiti e ognuno li eseguisse con disponibilità senza poterli cambiare.
Da 30 anni vivo il voto di obbedienza e in questi giorni ho potuto fare esercizio di fede nel dire sì senza ribattere alle richieste che mi facevano dando il meglio e constatando con stupore che quello che accadeva era ben oltre le mie aspettative e i miei timori iniziali.
Ringrazio di cuore per i giorni trascorsi insieme assaporando la gioia del condividere ogni istante della giornata, nella preghiera, nel lavoro, nel divertimento. Affido al Signore ciò che ho visto e vissuto, le persone incontrate e domando l’umiltà di saper mettere sempre a disposizione ciò che sono attendendo con pazienza che sia Lui a fare grandi cose.
Sr Patrizia

La casa famiglia di Leskoc è una struttura che accoglie circa 10 minori in affido, e si prende cura di oltre 100 famiglie povere.
E’ una grande struttura organizzata sul modello di una casa famiglia, con laboratori di formazione e avviamento al lavoro per i giovani. La realtà si fonda prevalentemente sul lavoro di volontari provenienti da ogni parte d’Italia e Europa. Il progetto è sorto in seguito alla terribile guerra del 1999 grazie all’opera di volontari italiani e al sostegno della Caritas Umbria e della Caritas Italiana e di altre realtà del mondo del no profit. Nella quotidianità dell’esperienza di vita in Kosovo, il segreto è quello di lasciare una porta aperta all’ascolto e all’accoglienza dell’altro. La presenza della Casa Umbra vuole essere un segno concreto di pace: quella pace che nasce dal dialogo e dall’accoglienza di tutti.
