“Oggi con me sarai nel paradiso”: la comunità saluta sr Ermelinda
Celebrazione presieduta da don Camillo Podda nella cappella della Casa Madre delle Figlie di N.S. della Neve a Savona
Nella mattina di domenica 23 novembre, presso la cappella della Casa Madre delle Suore di Nostra Signora della Neve, la comunità religiosa e numerosi fedeli si sono raccolti per dare l’ultimo saluto a sr Ermelinda, figura profondamente amata per la sua fede luminosa, la sua capacità di ascolto e la vicinanza discreta con cui ha accompagnato generazioni di giovani.
La celebrazione è stata presieduta da don Camillo Podda, che nell’omelia ha scelto le letture della solennità di Cristo Re, in particolare il Vangelo di Luca che narra l’incontro tra Gesù crocifisso e il buon ladrone: un brano che ha guidato la riflessione sul senso cristiano della vita e della morte, e sulla speranza che nasce dal perdono.
Cristo Re sulla croce: il potere che ama e perdona
Don Camillo ha sottolineato come il Vangelo presenti diversi sguardi sulla croce: quello dei capi religiosi e dei soldati, che deridono Gesù; quello del potere politico, incapace di comprendere un Messia che non scende dalla croce; e infine quello sorprendente del malfattore che riconosce in quel volto sofferente la presenza di Dio.
“Il suo potere,” ha detto, “non è quello di chi domina o compie prodigi per sé stesso, ma di chi rimane accanto, di chi perdona, di chi ama fino alla fine. È il potere che conquista il cuore e che rivela il vero volto di Dio.”
“In lei queste parole diventavano vita”
Entrando nel ricordo personale, don Camillo ha affermato che ciò che si legge nel Vangelo diventa reale quando si incontra una persona in cui quelle parole si incarnano.
“E in sr Ermelinda,” ha detto con commozione, “tutto questo diventava vita quotidiana.”
Ha rievocato gli anni in cui, da giovane universitario, prima di rientrare in seminario, trascorreva pomeriggi nel cortile dell’Istituto a Savona insieme a un gruppo di ragazzi.
“In lei vedevamo che Cristo era davvero il principio, l’inizio di ogni cosa: l’inizio delle giornate, dei nostri incontri, dei nostri dialoghi. Condivideva la sua fede con gioia e ascolto. Sapeva accogliere le nostre domande, anche quelle più spiazzanti, e ne era felice.”
Per don Camillo, sr Ermelinda non insegnava semplicemente la fede: la testimoniava.
“Per me,” ha confessato, “Cristo crocifisso ha avuto anche il suo volto: nel suo modo di riconoscerlo, di amarlo e di comunicarcelo.”
La promessa del buon ladrone: un paradiso che inizia ora
Riprendendo le parole di Gesù – “Oggi con me sarai nel paradiso” – il celebrante ha ricordato che il paradiso non è un luogo lontano, ma una realtà che comincia quando l’uomo accoglie il Signore nella propria vita.
“È qualcosa che inizia subito, adesso,” ha spiegato, “nel momento in cui diciamo sì a Gesù: è il giardino della pace, il luogo dove il cuore si quieta.”
“Ora prega lei per noi”
Al termine dell’omelia, don Camillo ha rivolto un pensiero affettuoso a sr Ermelinda:
“Noi pensiamo di pregare per lei – e lo facciamo volentieri – ma, ancora una volta, sarà lei a pregare per noi, come pregava per quei giovani scapestrati di quarant’anni fa. Grazie, sr Ermelinda.”
Una vita che continua a generare luce
La celebrazione si è conclusa in un clima di gratitudine profonda: le Suore, i laici della comunità e quanti l’hanno conosciuta hanno visto in sr Ermelinda una donna capace di rendere visibile, con tenerezza e fermezza, il volto di un Dio che rimane, perdona e ama.